Altre cosette

mercoledì 21 novembre 2012

Sudeley – Il castello della regina



Dopo la morte di re Enrico VIII, nel 1547, la sua sesta moglie Catherine Parr si trasferì a Sudeley. Qui visse ancora per un anno assieme al nuovo marito Thomas Seymour, prima di morire a sua volta. Il castello venne completamente rifatto nell’Ottocento.


L’ORIGINE ANGLOSASSONE – Una fortificazione esisteva sul posto già al tempo dei re anglosassoni. Etelredo II “lo Sconsigliato” la regalò nel X secolo alla figlia Goda in occasione delle nozze. Il nipote di questa, Harald, fu il primo lord Sudeley. Anche dopo la conquista normanna i Sudeley mantennero la proprietà, che solo nel Trecento passò di mano, finendo per matrimonio alla famiglia Boteler. Fu Ralph Boteler nel 1441 a costruire il castello antenato di quello odierne, ma poco dopo la sua costruzione Edoardo IV lo confiscò. I Boteler infatti avevano appoggiato i suoi avversari nel contrasto che all’epoca opponeva i diversi rami della famiglia reale.


IL COSTO DELLA LEALTA’ – Nel corso dell’aspra guerra che a metà Seicento oppose il re al parlamento, George Brydges, proprietario di Sudeley e sesto Lord Chandos, restò tenacemente fedele al sovrano Carlo I (1600 – 1649). Il suo castello divenne il quartier generale del principe Rupert, nipote di Carlo I. e ciò gli costò ben caro. Diroccato una prima volta dall’esercito parlamentare, l’edificio ospitò ciononostante il re in fuga e fu nuovamente espugnato e saccheggiato, per essere infine pressoché demolito nel 1649.


I RESTAURI DI EMMA DENT – Al termine della guerra civile il castello era ridotto in macerie, e tale rimase per lungo tempo. Solo nel 1782 si scoprì che nella cappella dedicata alla Vergine, una delle poche parti del complesso rimaste quasi intatte, era sepolta Catherine Parr. Ciò diede al luogo un’effimera notorietà. Nel XIX secolo la tenuta venne infatti acquistata dalla famiglia Dent, che diede l’avvio a una serie di restauri. L’aspetto attuale si deve soprattutto a Emma Brocklehurst, che, dopo aver sposato John Dent negli anni Cinquanta dell’Ottocento, portò a termine e lavori di ricostruzione e sistemò il parco.


RIFATTO, MA CON MISURA – Tanta storia è passata tra le mura di Sudeley, ma purtroppo poco è rimasto di quelle mura. Tuttavia la ricostruzione operata nella prima metà dell’Ottocento è stata, in confronto ad altri casi simili, notevolmente rispettosa delle – non molte – preesistenze. Ciò ha anche contribuito all’immagine pittoresca dell’insieme, non eccessivamente pretenziosa e abbastanza articolata, proprio per incorporare nel complesso le costruzioni antiche superstiti. Visti i gusti dell’epoca, non è un risultato da poco.


THOMAS SEYMOUR E LA SUCCESSIONE AL TRONO BRITANNICO – Enrico VIII aveva un solo figlio, Edoardo VI (1537 – 1553), nato dal terzo matrimonio con Jane Seymour e incoronato re a soli dieci anni. Data la precoce età, la reggenza venne affidata a suo zio, Edward Seymour. Un altro zio, Thomas Seymour, spossò Catherine Parr, vedova di Enrico VIII, e si stabilì con lei nel castello di Sudeley.


La coppia prese con sé anche Lady Jane Grey, pronipote di Enrico VII, che Thomas, appartenente convinto della legittimità dei suoi diritti al titolo, voleva assolutamente insediare sul trono d’Inghilterra. In realtà era sua intenzione evitare che la corona andasse a una delle figlie di Enrico VIII. La prima, in ordine di nascita, era Maria, figlia del primo matrimonio di Enrico VIII con Caterina d’Aragona, convinta cattolica, che secondo Thomas Seymour non poteva diventare capo dello Stato nell’Inghilterra anglicana. Poi veniva Elisabetta, nata dalle seconde nozze di Enrico VIII con Anna Bolena, da lui stesso mandata sul patibolo con l’accusa di adulterio.


Dopo la morte di Catherine, nel 1548, Thomas Seymour cercò di combinare un matrimonio fra il giovane Edoardo VI e Lady Grey, e di fronte al fallimento di questo proposito progettò di rapire il giovane sovrano. Scoperto, venne portato in tribunale e giustiziato nel 1549. alla fine Jane Grey andò in sposa al figlio del duca di Northumberland, e il re si convinse a nominarla erede al trono. In effetti nel 1553, alla morte di Edoardo VI, Jane Grey regnò per nove giorni, prima di essere arrestata e decapitata per ordine della legittima pretendente, Maria la Cattolica.



CASTELLO DI ANTICA TRADIZIONE – I visitatori di Sudeley Castle si trovano davanti a un tipico “castello” vittoriano dell’Ottocento, che però ha mantenuto viva la tradizione di una storia ben più antica dell’edificio attuale.


Tra i resti ancora visibili del vecchio castello vi sono le rovine della sala dei Banchetti e la massiccia torre del Carcere, nell’ala di sud-ovest.



Nella quattrocentesca cappella della Vergine, la Saint Mary Chapel, isolata e relativamente integra, fu ritrovata, nel Settecento, la tomba della regina Catherine Parr, di cui si erano perse le tracce. Nelle stanze del palazzo sono esposti numerosi oggetti che le appartenevano.  
Le stanze fatte restaurare da Emma Dent nell’Ottocento si presentano in un elegante stile vittoriano. Oltre a mobili di buona fattura si possono ammirare dipinti di Pieter Paul Rubens (1577 – 1640), Antonie Van Dyck (1599 – 1641) e William Turner (1775 – 1851).
Alla vita di Emma Brocklehurst Dent è dedicata nell’edificio una specifica esposizione.
Lo splendido giardino della Regina è probabilmente la parte migliore del complesso, ancora oggi in possesso della famiglia Dent-Brocklehurst.