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giovedì 22 novembre 2012

Almourol – Il castello dei Templari sul Tago



Nel XII secolo Gualdim Pais iniziò a costruire il castello di Almourol su un’isola nel fiume Tago, insediandosi probabilmente su resti di precedenti fortificazione romane e arabe. Inevitabilmente, come per ogni costruzione legata ai Templari, su questo edificio sono cresciute per secoli saghe e leggende.


STRENUI NEMICI DEGLI “INFEDELI” – L’Ordine dei Cavalieri del Tempio fu così chiamato perché aveva avuto la sua prima sede nell’area dove, secondo la tradizione, sarebbe sorto il tempio di Salomone a Gerusalemme. Venne fondato per proteggere i pellegrini diretti verso la Citta Santa. Col tempo divenne un’organizzazione potente e influente, ampiamente ramificata in tutta Europa, sempre più ricca grazie ai commerci e all’attività bancaria svolta in condizioni di privilegio.


Feroci avversari della Mezzaluna, i Templari combattevano i Mori ovunque. Nel XII secolo, per esempio, svolsero un ruolo di primo piano nella lotta contro i Musulmani stanziati nel Portogallo meridionale. Re Alfonso I Henriquez, detto il Conquistatore, concesse all’Ordine molte delle terre sottratte al nemico, richiedendo in cambio la costruzione di castelli a presidio delle zone di confine. Fu in questo contesto che Gualdim Pais (1118 – 1195), amico di gioventù del sovrano e Gran Maestro portoghese, eresse appunto nel 1171 il castello di Almourol.


L’ULTIMO RIFUGIO DELLA FLOTTA – Nel 1307 il re di Francia dispose il bando per l’Ordine dei Templari, il sequestro dei loro beni e l’arresto di numerosi cavalieri. In accordo con il papa, il re intendeva ridimensionarne la potenza e la ricchezza. L’Ordine fu soppresso dal pontefice nel 1312; tuttavia, per secoli continuarono a fiorire leggende su presunti intrighi, segreti, tesori. In Portogallo le proprietà dei Templari passarono al nuovo Ordine dei Cavalieri del Cristo, fondato da re Dinis. Da molti punti di vista questa non era altro che una trasformazione dell’istituzione disciolta: i cavalieri erano gli stessi, come pure il simbolo.


Uno dei misteri riguarda la cospicua flotta mediterranea dei Templari. Secondo alcuni essa avrebbe trovato rifugio il Portogallo, dove ricevette dal re il castello di Almourol come base, formando così il nucleo della futura grande marineria portoghese. Altri affermano che il viaggio si concluse in Scozia, dove nel 1314 i cavalieri avrebbero aiutato re Robert Bruce a sconfiggere gli inglesi.


IMPONENTE MA ARRETRATO – Non c’è dubbio che il castello di Almourol sia imponente, oltre che assai suggestivo all’aspetto, alto e misterioso sulla roccia fluviale. Tuttavia occorre riconoscere che la sua concezione è relativamente arretrata. Non presenta infatti nessuno di quegli accorgimenti difensivi incontrati dagli europei nelle crociate in Terra Santa, che a quel epoca cominciavano a diffondersi nei paesi occidentali: doppie porte, apparato a sporgere, fossati, ponti levatoi. Fatto insolito, tutto sommato, per una grande costruzione templare.


LE LEGGENDE DEL CASTELLO DI ALMOUROL – L’imponenza del castello ha sempre affascinato numerosi scrittori inducendoli, come Rebelo da Silva, ad ambientarvi i loro romanzi cavallereschi, spesso riciclando le antiche saghe che riferiscono di intrepidi cavalieri e dei loro combattimenti con i giganti. Sullo sfondo di queste narrazioni si colloca in realtà il conflitto fra il mondo cristiano e la dominazione araba nel Sud della penisola iberica, di cui Almourol fu un caposaldo.


 Altre fonti, soprattutto locali, ridimensionano il ruolo militare del castello e parlano invece di un traffico di ragazze, prima rinchiuse tra le sue mura e poi vendute come schiave. Su questa falsariga nel Cinquecento fu pubblicato il poema di Palmeirim, cavaliere senza macchia e senza paura che riuscì a liberare l’amata Polinarda dalle grinfie di un mercante di schiavi.


Né potevano mancare le leggende di fantasmi. Ad Almourol avrebbe infatti vissuto una principessa; innamorata dal suo servo moresco, la giovane sarebbe morta di dolore quando gli Arabi vennero cacciati dalla regione, e il suo spirito vagherebbe oggi senza pace nel castello.


UNA FORTIFICAZIONE IN MEZZO AL FIUME – I restauri ottocenteschi hanno in parte restituito l’antico splendore al pittoresco Castelo, che si erge tra una fitta vegetazione su un’isola rocciosa del fiume Tago.


Le mura esterne, rinforzate da merli e torri circolari molto sporgenti che consentono un buon tiro fiancheggiante, risalgono al XIV secolo. Il castello era rinforzato, complessivamente, da 10 massicce torri, che garantivano un’eccellente difesa, perlomeno secondo gli standard dell’epoca.


Il possente mastio è una notevole opera architettonica del XII secolo, per  la cui realizzazione occorse una decina d’anni.


Dall’alto del castello si gode di una bella veduta del fiume e del brullo paesaggio circostante, teatro di numerose saghe e storie di cavalieri o, più prosaicamente, di numerosi aspri conflitti tra cristiani e musulmani.


lunedì 18 aprile 2011

Torre de Belém – Il simbolo del Portogallo


Alla fine del XV secolo il porto di Lisbona aveva raggiunto un’importanza di primissimo piano e quindi si impose la necessità di proteggerlo dalle incursioni dei pirati.


 Il re Manuel I, proseguendo in parte un grande progetto messo a punto dal suo predecessore, nel 1513 diede incarico all’architetto Baytac di progettare il “Castello di San Vincenzo presso Betlemme”.


Per ragioni ignote il progetto venne invece studiato dall’architetto Francisco de Arruda, che apri il cantiere nel 1514. il castello che subito venne popolarmente chiamato la Torre di Betlemme (Belém), fu concluso nel 1519 ed il suo primo governatore, nominato nel 1521, fu Gaspar de Paiva.


La Torre, con i suoi cannoni, resta in funzione fino al 1580, quando i soldati del duca d’Alba presero Lisbona, consegnano alla Spagna anche la Corona portoghese. Nel 1586 Filippo I (già Filippo II di Spagna) incaricò italiano Giovanni Licenzio Casale di rifare totalmente la costruzione, pensandola più grande.


Ma il progetto venne accantonato e da allora la Torre divenne prigione di Stato, come la Torre di Londra e Bastiglia. Distrutta dai francesi nel 1807, la Torre, per volere di Maria II, venne ricostruita nel 1846 secondo il progetto originario.


Oltre a essere stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, questa torre-fortezza è divenuta il simbolo del Portogallo e rappresenta, allo stesso tempo, la natura e l’attitudine di un popolo di navigatori, una metafora dell’arrivo e dell’attesa, della brama per le nuove scoperte al di là dell’orizzonte.


La Torre di Belém è composta da due parti: un bastione esagonale alla base sul quale s’innalza una torre quadrata. Dal mare, la struttura nel suo complesso appare come un’unica grande nave e, sebbene si tratti di una costruzione massiccia, eretta a scoppi difensivi, il risultato è comunque elegante e raffinato. La torre presenta infatti finestre a bifora di gusto arabo, alcune delle quali aggettanti, e una sezione superiore più stretta rispetto ai piani sottostanti, che slancia l’intera struttura. I merli sono simbolicamente rinforzati da scudi decorati da croci.


Sui quattro piani si trovano – raggiungibili mediante una scala a chiocciola – l’Armeria, la Sala del Re, con un balcone di gusto veneziano affacciato a sud, la cucina e la sala da pranzo, oltre naturalmente i locali riservati alla corte.


Sullo stesso piano d’entrata, dietro muri spessi 3,5 metri, il bastione ospita le casematte con ben 17 feritoie munite di cannoni.


La costruzione è protetta dallo sguardo benevolo della Madonna di Belém, che si trova sotto il baldacchino decorato al centro della terrazza, con il Bambin Gesù fra le braccia e un grappolo d’uva in mano.


LO STILE MANUELINO – Sotto il regno di Manuel I (1495 – 1521), un periodo di grandi fortune militari ed economiche, mentre lo stile gotico produceva i suoi ultimi frutti, tra l’altro eccezionali, venne di moda il Rinascimento italiano. Questa nuova moda però, entrando in contatto con una tradizione araba ben radicata, diede presto origine ad un nuovo stile, poi detto “manuelino”. In questo stile le decorazioni, già prettamente rinascimentali ma con reminiscenze arabe, si soprapponevano ad uno schema architettonico ancora gotico. E la Torre di Belém ne è una delle migliori testimonianze.


 BELEM – IL QUARTIERE DELLA CULTURA DI LISBONA – Belém, sobborgo mussale di Lisbona nei pressi del fiume Tago, è un autentico must per i visitatori della capitale portoghese. È un posto assai gradevole, immerso nel verde, con tranquilli percorsi lungo il fiume: un’eccellente alternativa alla vita frenetica di Lisbona.


Di fronte alla torre, si trova il Monastero di S. Girolamo, oggi Museo Archeologico ed Etnografico. Il complesso adiacente, di nuova costruzione, ospita il Museo Navale, mentre il Palacio de Belém è la sede del Museo Nazionale della Carrozza. Nello stesso quartiere si trovano anche il Museo dell’Arte Popolare e il Museo del Disegno.

domenica 14 novembre 2010

Tomar – Monastero e castello



Nel XII secolo, per difendere la linea del Tago, l’ordine dei Templari fece costruire una fortificazione in posizione elevata, sulla riva destra del Nabào. Nel XIV secolo, passo all’ordine di Cristo. Dell’antico complesso sopravvivono ancora resti di mura e la chiesa dei Templari, nelle nuove strutture rinascimentali del Convento do Cristo, il più grande del Portogallo.





L’ANTICA ROCCAFORTE DEI TEMPLARI SUL NABAO – Tutto ebbe inizio con una donazione: nel 1159, il re di Portogallo Alfonso I donò il territorio intorno a Tomar all’ordine dei Cavalieri del Tempio, per i meriti acquisiti dai suoi membri nella difesa della Terra Santa. I Templari vi si stabilirono. Anche quando l’ordine fu soppresso nel XIV secolo, Tomar divenne la roccaforte dell’ordine di Cristo, fondato nel 1317 da re Dinis per lottare contri i Mori e perpetuare l’opera dei Templari.




ASCESA E CADUTA DEI CAVALIERI DEL TEMPIO – L’ordine dei Cavalieri del Tempio, o Templari, nacque nel 1118, dopo la prima, vittoriosa crociata, da un piccolo gruppo di cavalieri riuniti a Gerusaleme. Cresciuti rapidamente di numero e distintisi nell’azione di difesa dei luoghi sacri, i Templari ottennero nel 1128, grazie al favore di San Bernardo di Clairvaux, il riconoscimento papale, insieme ad ampi privilegi, concessi soprattutto da papa Innocenzo II. Soggetti alla regola cistercense, dipendevano da un Gran Maestro elettivo e si dividevano in cavalieri (nobili), sergenti (borghesi) ed ecclesiastici. Organizzati in “province” (tre orientali e sette occidentali), costituivano una sorta di stato sovrano, senza territorio ma ricco di beni sparsi, destinato istituzionalmente a raccogliere e incanalare verso la Terra Santa uomini e denaro.
Quando, sul finire del XIII secolo, la Terra Santa fu perduta per dai cristiani, i Templari iniziarono a esercitare quasi esclusivamente l’attività finanziaria, e questo li portò alla rovina.
In Francia, dove erano particolarmente potenti, le loro ricchezze attirarono l’attenzione del re, Filippo il Bello, il quale, continuamente costretto a far fronte a ingenti spese, organizzò una violenta persecuzione nei loro confronti. Filippo poteva contare sull’acquiescenza di papa Clemente V,  di origine francese, che il re stesso si era adoperato per far eleggere e che, nel 1309, aveva addirittura trasferito la sede papale da Roma ad Avignone. Nel 1312 il pontefice sciolse l’ordine, trasferendo parte dei suoi beni direttamente alla corona francese. Poco tempo dopo, Filippo il Bello scatenò una nuova persecuzione contro i dignitari dell’ordine superstiti, condannandone al rogo alcuni. Tra questi il Gran Maestro Jacques de Molay: accusato d’idolatria, pur avendo proclamato la sua innocenza davanti a tre cardinali, fu giustiziato, il 18. marzo 1314.




LA PIANTA CENTRALE – La struttura del complesso di Tomar si sviluppò a partire dal XII secolo. L’orginaria chiesa dei Templari fu aperta da una grande navata nel Cinquecento. Tutt’attorno sono una serie di chiostri fino al Plaustro dos Felipes, caratterizzati da una molteplicità di stili e influenze architettoniche. Non sono molti, in Europa, gli esempi di chiese, e di luoghi fortificati, come Tomar, anche se alcuni sono molto famosi: basti pensare a Loreto. Ma la chiesa conventuale, la struttura architettonica più antica del complesso, presenta, oltre alle fortificazioni, anche un’altra interessante particolarità: la pianta centrale. E’ un schema che, nell’Europa medievaleaveva generalmente un preciso significato, richiamandosi esplicitamente al più sacro dei luoghi di culto a pianta centrale: la chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Per questo motivo, tale tipo di pianta, liturgicamente assai più complessa di quela basilicale, era di solito riservato a edifici dedicati al Salvatore o, appunto, al Santo Sepolcro. A questo culto si richiamavano esplicitamente i Templari, nella loro qualità di cavalieri difensori del Tempio di Gerusalemme. Spesso infatti le loro costruzioni presentano questo tipo di pianta.
Tale convergenza ha dato origine, a Tomar, a un esempio architettonico eccezionale, una chiesa – castello che è un vero gioiello del meraviglioso convento sviluppatosi poi intorno.




STILE MANUELINO – Il convento di Tomar è uno dei migliori esempi del cosiddetto stile “manuelino”, sviluppatosi in Portogallo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, durante il regno di Manuel I il Fortunato (da cui il nome). Il manuelino è l’ultima manifestazione dello stile tardo-gotico portoghese, arricchito con elementi islamici e rinascimentali, in modo da creare opere di grande esuberanza e sontuosità decorativa.

Paço dos Duques de Bragança




Poco sotto il castello Guimaràes sorge il palazzo dei Duchi di Bragança, costruito nel XV secolo. Fu fatto erigere secondo i canoni del gotico francese del tempo, da Afonso, primo duca di Bragança. I duchi vi abitarono fino all’inizio del XVI secolo, quando trasferirono la loro residenza a Villa Viçosa: persa la sua importanza, col tempo il palazzo andò in rovina. Fu restaurato a partire dal 1933 e attualmente è una residenza ufficiale del presidente della Repubblica portoghese.





Il palazzo è uno splendido esempio dello sfarzo nobiliare dell’epoca: gli stili normanno e borgognone vi sono perfettamente amalgamati, tanto per ricordare, per certi versi, alcuni dei più antichi castelli della regione francese della Loira. Le stanze interne risentono comunque delle trasformazioni posteriori, risalenti al XVI –XVIII secolo.



Poco lontano dal palazzo, scendendo verso la città vecchia, si trova il complesso del Convento do Carmo, l’antico convento carmelitano, con una piccola e rustica chiesa in stile barocco.

Interni:








Guimaràes – La culla di una nazione


Il castello di Guimaràes, che sorge nel Portogallo settentrionale ai piedi della Serra de Santa Catarina, è chiamato Berço da Naçao, culla della Nazione, poiché fu la prima capitale del regno del Portogallo: qui nacque, nel 1109, il primo re portoghese, Alfonso I Enriques.


AFONSO HENRIQUES, FONDATORE E PROTETTORE DEL PORTOGALLO – Alla fine dell’XI secolo Enrico di Borgogna, un nobile franco al servizio di Alfonso VI re di Castiglia, si guadagnò tanta fama e onore nelle guerre contro i Mori da ottenere in moglie, nel 1093, Teresa, figlia illegittima del re. Alfonso ricevette in feudo una parte del futuro Portogallo, compresa tra i fiumi Minho e Mondego, con il compito di difenderla dagli infedeli. In seguito in grandi il proprio feudo, del quale, alla sua morte, divenne governatrice la moglie Teresa. Suo figlio Afonso Henriques, svincolandosi dalla tutela materna, in grandi i possedimenti familiari e nel 1139, dopo una serie di vittorie contro i Mori, culminate nella battaglia di Orique, assunse il titolo di re del Portogallo. A ricordo dell’avvenimento sull’ingresso del castello di Guimeràes è tuttora incisa l’orgogliosa scritta “Aqui nasceu Portugal”, qui nacque il Portogallo.



La fortificazione del luogo tuttavia è più antica della dinastia reale. Inizio, pare, nel 960 per volere di una figura leggendaria, la contessa Mumadona Diàs, di origini spagnole. A quell’epoca il territorio del Portogallo settentrionale era aspramente conteso tra Cristiani e Mori e Guimaràes era al tempo stesso roccaforte feudale e centro religioso. La nobildonna fece ampliare il convento benedettino, già esistente, di Nossa Senhora da Oliveira e, per diffendere il borgo, fece costruire una prima torre di osservazione, sulla Colina Sagrada, la colina sacra, dove oggi sorge il castello, temendo il ritorno dei Mori e gli assalti dei Normanni.


ARCHITETTURE ARABE – Le mura del castello di Guimaràes presentano una caratteristica architettonica interessante: la merlatura a cuspide, tipica delle fortificazioni islamiche, è assai poco usata nel mondo cristiano. E’ chiaro, in questo caso, l’influsso che a quell’epoca la civiltà musulmana di Spagna, tecnicamente e culturalmente più progredita di quella cristiana, esercitava anche nelle terre via via liberate dal procedere della Riconquista.




Sotto l’entrata del castello si trova la Igreja de Sào Miguel do Castelo, risalente al 1105, nella quale Afonso Henriques fu battezzato. Qui ogni anno, in occasione del genetliaco del sovrano, si svolgono messe commemorative. 

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