venerdì 3 dicembre 2010

I monumenti della Bretagna


Degne di attenzione risultano alcune strutture domeniche dalla forma assai complessa; al riguardo, è da menzionare lo straordinario monumento di Barnenez situato sull’estremità della penisola di Kernéléhen en Plouézoc’h (Finistère), caratterizzato da 11 strutture domeniche “a corridoio” al suo interno, strutture che variano sia per la pianta che per le dimensioni ed erano accessibili per mezzo di corridoi aperti sul medesimo fronte del tumulo che le copriva.


Quest’ultimo si estendeva per una lunghezza di 75 metri, con una larghezza che variava da 20 a 25 metri; l’altezza oscillava da 6 a 8 metri. Sono da segnalare, oltre ai 9 dolmen con camera funeraria coperta con una falsa cupola di pietre aggettanti, un dolmen di forma classica (camera rotonda coperta da una grande lastra litica) e un altro che presentava, nella zona compresa tra la camera e il corridoio, un’anticamera con la copertura a forma di thòlos.


Degne di menzione sono le decorazioni presenti sulle lastre litiche di alcuni dei suddetti monumenti; su una pietra di sostegno di una camera, erano raffigurati un’ascia immanicata e un arabesco ondulato, motivi frequenti nell’arte megalitica. Il yumulo che copriva le strutture sepolcrali era delimitato da mura di rivestimento di forma quasi rettangolare. Si ipotizza che il monumento di Barnenez fosse uno dei più arcaici della Bretagna e fosse stato costruito in due tempi nel Neolitico Medio poiché disponiamo di una data (3800 a. C., al C-14 non calibrata) riferibile ad uno dei monumenti ubicati nella parte orientale del tumulo e di una data (3500 a. C., al C-14 non calibrata) per una delle strutture della parte occidentale.


L’origine della tecnica della falsa cupola costruita con blocchi di pietra aggettanti è da ascrivere ad un periodo antichissimo, ovvero a 6000 anni or sono. Per l’edificazione dell’imponente struttura furono utilizzate eminentemente le rocce che si trovavano in “loco”; tuttavia, per la copertura dei corridoi, furono usate lastre di granito che era stato trasportato da una località situata ad una distanza di due chilometri.


Nel quadro delle imponenti strutture megalitiche è da annoverare un altro monumento di dimensioni notevoli; si tratta della tomba “a galleria” di Essé denominata “Roche-aux-Fées” che significa “Roccia delle Fate” e probabilmente destinata ad accogliere una sepoltura collettiva. Non è da escludere che avesse espletato anche la funzione di santuario nel periodo Tardo Neolitico, tuttavia, non sapiamo quali rituali vi si svolgessero.


Costituito da circa quaranta lastre di scisto rosso cambrino, di cui 7 grandi rocce di copertura erano del peso di 30-40 tonnellate ciascuna, il monumento misurava circa 20 metri in lunghezza. Il  materiale utilizzato per l’edificazione del complesso si trovava ad oltre 4 chilometri di distanza; la modalità seguita per il trasporto delle pietre doveva implicare l’uso di piani inclinati, leve e rulli. La suddetta struttura megalitica era caratterizzata da un ingresso monumentale seguito da un basso corridoio (altezza 1 metro) e da una grande camera dalle pareti piuttosto alte (lunghezza 14,3 metri; larghezza 4 metri; altezza 2 metri). Questa galleria era stata suddivisa in quattro parti da tre pilastri.


Alla maestosità delle tombe megalitiche si associava, talora, un aspetto ornamentale, caratterizzato da eleganti motivi decorativi, che conferiva ai monumenti una nota di elevata raffinatezza. Al riguardo è da menzionare il dolmen denominato “Tavola dei Mercanti” di Locmariaquer (3500 a. C. – 3000 a. C.); uno degli ortostati presentava un motivo semicircolare all’interno del quale erano raffigurate 4 file di asce immanicate illuminate da una figura che sembrava rappresentare il sole al centro della composizione; più in basso vi erano segni non identificabili.



Nella variegata gamma delle costruzioni megalitiche della Bretagna (Francia), si distingueva quella dell’isola di Gavrinis in Larmor-Baden, poiché le incisioni dello straordinario dolmen erano cosi belle da conferire al monumento l’aspetto di una delle meraviglie del mondo. Un enorme tumulo di pietre copriva il dolmen a galleria del Tardo Neolitico (3500 a. C. – 3000 a. C., date calibrate) di Gavrinis. Era formato da un lungo corridoio (14 metri) di lastroni, i cui ortostati mostravano decorazioni con motivi simbolici; quest’ultimo immetteva in una piccola camera dalla pianta quadrata. Tuttavia, questo monumento pareva costituire un’eccezione anche sotto il profilo della “destinazione” poiché assolveva ad un’eminente funzione “cultuale”.


 È dato notare diverse costruzioni megalitiche avevano mutato la loro destinazione nel corso degli anni, cosicché strutture “funerarie” si evolsero in ambienti “cultuali”.
È da sottolineare che anche Gavrinis è orientato verso un punto solstiziale.
Il monumento si distingueva dalle altre strutture megalitiche soprattutto per la cospicua presenza di  decorazioni sugli ortostati (il corridoio era costituito da 29 ortortati, 23 dei quali erano decorati). Nel repertorio iconografico erano da annoverare figure dal valore simbolico non sempre decifrabile. Interessanti erano i motivi a forma di onda e di archi concentrici. Il semicerchio concentrico, circondato da linee ondulate multiple, era il simbolo preminente. 



Interessante erano anche le asce, assai difuse nell’arte megalitica. Uno degli ortostati di Gavrinis presentava tre file di asce incise, per lo più in coppia, circondate da linee multiple ondulate; una incisione, su un’altra lastra, raffigurava un’ascia enorme e tori con lunghe corna. Tuttavia, risulta difficile avanzare ipotesi in merito al valore simbolico assunto dai suddetti motivi decorativi che sono stati talvolta connessi con il culto della fertilità ravvisabile sia nella figura taurina che nelle spirale; quest’ultima, sovente, era considerata simbolo dell’acqua, ma talora anche del serpente.
Il suddetto rettile rappresentava il mondo sotterraneo, il mondo dei morti e, nella muta annuale della pelle, un’eterna rinascita.


Fonte: Antiche dimore

5 commenti:

Simona ha detto...

Uèèèèèè!!!!E che ti trovo qua? Anche noi siamo stati in Bretagna e pure in Irlanda!! (qua sotto ;-) )
Dovresti essere con noi a farci da guida, allora!
Complimenti per tutto!Tornerò a leggere di altri luoghi e ho già visto qualcosina che mi potrebbe interessare..
Un sorriso :-)

maris ha detto...

Ciao! Io sono nel Gruppo di Lettura con te :-)
Ma che blog originale e interessante, complimenti davvero!!
La Bretagna è una zona che non ho mai visitato, ma è certamente ricca di storia, da come anche tu la descrivi.....sarebbe proprio da vedere...
Buon weekend!
Maris (caralli.myblog.it)

cuori e perline ha detto...

Ciao!
Faccio parte anch'io del Gdl e sono veramente rimasta molto estasiata dal tuo blog!
Ci sono post interessantissimi!!!!!
A presto
Annamaria (cuorieperline.blogspot.com)

sonogio1 ha detto...

che blog!!!!!ora che lo trovato, sarò insazibile,
mi è sempre interessato usi ,costumi, dei antichi popoli nordici, sopratutto i celti a presto Gio del GdL

maris ha detto...

Ciao di nuovo....volevo rassicurarti: si, mi hai trovato e sono felice che sei passata dal mio blog e che hai lasciato un commento al post sul libro della Christie :-)
Maris

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