sabato 8 gennaio 2011

Anjony - Il castello della discordia


Armoniosa combinazione di fortificazione e castello residenziale, Anjony si erge, con le sue quattro torri cilindriche, a presidio della verde distesa nella valle della Doire. Costruito in pietra di lava, fu teatro per due secoli di una violenta rivalità tra famiglie.



UNA FAIDA SANGUINOSA – Eretto nel XV secolo da Luis d’Anjony su concessione di re Carlo VII, rappresenta forse la più importante fortezza dell’Auvergne. La sua storia è segnata da una contesa che durerà circa duecento anni.
Tra le più potenti casate feudali dell’Auvergne, la famiglia Toumemire regnava dal X secolo su una vasta signoria, nel cuore della zona montuosa del Cantal. Nel 1351, i Toumemire accolsero, dapprima benevolmente, l’arrivo sulle loro terre della famiglia benestante dei Johanini che, nel 1360, acquisto un titolo nobiliare, adottò il nome di Anjony. Nel 1437 la guerra dei Cent’Anni volgeva al termine: due anni dopo essere stato consacrato re di Francia a Reims, Carlo VII entrava a Parigi. Tra i cavalieri al suo seguito, c’era anche Louis d’Anjony a cui il re concesse di edificare un castello per la sua famiglia, come ringraziamento per il servizio leale. Ma Rigaurd de Toumemire, signore feudale del luogo designato per la costruzione, non sembrò gradire il nuovo maniero, decisamente più alto del suo. Il castello raggiunge ancora oggi, infatti, un’altezza impressionante, con un corpo rettangolare, a tre piani, ai cui angoli vi sono quattro imponenti torri circolari.
Ben presto iniziarono i contrasti tra le due famiglie, i cui castelli si stagliavano uno di fronte all’altro. I dissidi erano alimentati soprattutto da divergenze politiche e dalla pretesa degli Anjony, fedeli al re, di essere riconosciuti signori del luogo, a pari diritti dei Toumemire. Le discordie proseguirono con violenti scontri fino al XVII secolo.


DIMORA SIGNORILE – Nei secoli successivi gli Anjony continuarono una politica di appoggio al re, arricchendosi e rendendo sempre più raffinato e lussuoso il castello che, nel XVIII secolo, fu ampliato con l’aggiunta di un’ala. Dopo la rivoluzione francese, Claude d’Anjony e suo figlio emigrarono in Germania, impegnandosi nella controrivoluzione e affrontando l’esercito reppublicano. Madame d’Anjony e i suoi figli furono costretti a lasciare il castello. Si rifugiarono a Lione, dove vennero tuttavia arrestati e imprigionati alla Conciergerie. Dopo la bufera rivoluzionaria, il castello verrà restituito alla famiglia Anjony, che ne è attuale proprietaria.


CONFLITTI E PACE – L’ultimo conflitto documentato, nella lunga diatriba che vide opposti gli Anjony ai Toumemoire, fu un memorabile torneo che si svolse secondo le regole della cavalleria, nel 1623. vi parteciparono tre membri per famiglia. Nessun Anjony si salvò e i Toumemoire, vittoriosi, si dichiarano pronti a chiudere le ostilità. Tuttavia, solo alla metà del XVII secolo i  contrasti tra le due casate si composero definitivamente grazie il matrimonio di Michel II d’Anjony, che si era innamorato di Gabrielle, erede dei Toumemoire.


IL TORRIONE DEL SIGNORE – Anjony è una versione tarda, ma proprio per questo pressoché perfetta, del torrione signorile: il “donjon”, tipico della tradizione francese (e in minor misura inglese e germanica). È una poderosa costruzione sviluppata in altezza, con deposito e stalla al pianterreno, cucina e salone al primo piano, stanze residenziali ai piani superiori. Qui al dongione centrale si affiancano quattro solide torri circolari, sul modello della Pastiglia parigina, o del mastio di Vincennes. Un esempio che in Italia si ritrova nel castello valdostano di Aymavilles.


SCRIGNO DI GIOIELLI NASCOSTI – Intatto, solido, altero, il castello di Anjony con la purezza delle sue linee architettoniche e la ricchezza dei suoi interni sembra sfidare il tempo.



-          In una delle torri si trova, al primo piano, una ‘cappella’, le cui pareti sono decorate da affreschi con episodi tratti dalla Bibia, realizzati probabilmente da artisti italiani itineranti nel XVI secolo.



-          Nella cosiddetta ‘Salle de Preux’ (sala dei Prodi) si trovano affreschi che riprendono un tema iconografico all’epoca molto in voga: quello dei Nove Prodi. Si tratta di eroi appartenenti alla Bibia (Giosuè, David), all’antichità romana (Ettore, Alessandro e Cesare) e all’era cristiana (Artù e Goffredo di Buglione) in vesti rinascimentali, accanto ai qualli sono raffigurati i signori di Anjony, Michel I e sua moglie Germane, ai due lati di una scala monumentale.


3 commenti:

TuristadiMestiere ha detto...

le 4 torri sono superbe, un incredibile gioiello architettonico! P.S. la realtà a volte supera anche la più romantica delle fantasie: l'amore tra i rampolli delle due casate e torna la pace...

Sciarada ha detto...

Ciao carissima Ziamame, la spettacolarità e la bellezza di questo castello sono da mozzare il fiato e le vicende delle due famiglie sono degne di un grande romanzo!

✿ Elena ✿ ha detto...

Imparo sempre moltissime cose leggendo i tuoi post! grazie! inoltre mi fai viaggiare con la fantasia!
Baci baci

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