martedì 29 marzo 2011

Eltz – La roccaforte dei liberi cavalieri


Oggi Eltz è un castello fatato racchiuso nel verde di un bosco. Durante il medioevo fu il caposaldo dei liberi cavalieri germanici contro lo strapotere imperiale.


UN LUNGO ASSEDIO DEL PRINCIPE ELETTORE – Nel XIV secolo i liberi cavalieri germanici del Sacro Romano Impero, guidati dai signori di Eltz, rifiutarono l’obbedienza all’imperatore Enrico VII di Lussemburgo. Contro di loro mosse il fratello dell’imperatore, il Principe Elettore Baldovino di Treviri, che strinse l’assedio il castello di Eltz, dove si erano asserragliati gli oppositori. Ma gli assalti si rivelarono inutili contro le solide mura della fortificazione.



LA PREVALENZA DELLA DIFESA – La resistenza del castello di Eltz, che Baldovino aveva provato a bersagliare anche con le catapulte ma senza successo, fu un eccellente esempio di come, nel medioevo, la difesa fosse arrivata ad avere la preminenza rispetto all’attacco.



Costruito sulla roccia, che lo metteva al riparo delle opere di mina, altissimo sul terreno, il castello dava ampio campo di tiro e una netta superiorità di posizione ai difensori. Eltz si rivelò presochè inespugnabile per i mezzi di quel’epoca, grazie alle sue mura, tanto spesse da non essere danneggiate dai proiettili delle catapulte.


L’unico modo per riuscire a piegare i difensori era quello di assediare in modo serrato la fortificazione, attendendo la resa per fame degli assediati. E fu proprio questa la tattica a cui ricorse il Principe Elettore e che solo dopo due anni riuscì ad ottenere la resa di Johann di Eltz.



LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA – Nei secoli successivi alla lotta contro le forze imperiali il castello, ormai obsoleto dal punto di vista bellico, godette di una lunga pace, favorita anche dall’abile politica della famiglia proprietaria, capace di destreggiarsi tra i contendenti. Fu così che durante la guerra dei Trent’Anni, un ramo della famiglia, protestante, riuscì a guadagnarsi la benevolenza degli svedesi scorazzanti sul territorio, mentre un altro, servendo nell’esercito francese, poté garantire al castello l’immunità anche da quella parte.






LA STORIA DELL’EDIFICIO – Il nucleo del castello di Eltz risale al XIII secolo, ma l’aspetto attuale è opera  delle modifiche apportate nel corso del XVI secolo. In questo periodo furono costruite in gran parte le numerose torrette terminali e le torrette a sporto, che, insieme agli alti timpani, caratterizzano il complesso. Gli edifici sono disposti attorno ad una corte centrale. L’interno è stato ristrutturato in parte dopo l’incendio verificandosi nel 1920.




CONDOMINIO MEDIEVALE – Si chiama castello consortile una fortificazione medievale divisa tra i vari rami di una stessa famiglia. È quanto succede nel castello di Eltz, dove per lungo tempo convissero quattro differenti rami della casata, i  cui rapporti erano minuziosamente regolati da un “contratto di tregua”. Ognuno dei quattro rami (i Platteiltz, i Kempenich, i Rodendorf e i Rubenach) avevano un proprio simbolo araldico e viveva in un’ala di sua proprietà all’interni degli edifici affacciati sullo stretto cortile del castello.
Se uno dei rami si fosse estinto, la sua parte di proprietà sarebbe automaticamente passata ai restanti “colonnellati”, come erano appunto chiamati i diversi rami di una stessa famiglia.



IL CASTELLO NEL BOSCO – Etz si erge come una costruzione fatata, ricca di guglie e di torrette, incastonata nel verde della foresta circostante: una vista affascinante, che cella aspetto guerresco delle sue vicende storiche.


Lo stretto cortile rende particolarmente evidente la struttura verticale della costruzione, che s’innalza vertiginosa dal suo basamento di roccia.


Nella cosiddetta stanza del Tesoro si trovano i gioielli, porcellane e armi antiche.
Nella sala dei Cavalieri vengono custoditi stemmi, antiche armature e trofei d’arme.



Nella sala dei Principi Elettori sono esposti i ritratti di due principi (uno di Treviri e uno di Magonza), appartenenti alla casata dei signori di Eltz.
La camera da letto e lo studio permettono di dare uno sguardo alla vita quotidiana in un castello medievale.
Nella sala inferiore sono esposti dipinti cinquecenteschi di Lucas Cranach.


2 commenti:

TuristadiMestiere ha detto...

mi piacerebbe lavorare a quello scrittoio... :P

Susy ha detto...

Oh come mi piacciono i castelli e, questo, deve essere la fine del mondo, grazie per la dritta.
Un abbraccio
Susy x

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...