lunedì 10 gennaio 2011

Beaumaris – L’ultimo castello di Edoardo I


Alla fine del Duecento, Edoardo I fece costruire questo castello, posto sull’isola di Anglesey, di fronte al galles. L’edificio era presidiato con particolare cura: la guarnigione poteva velocemente intervenire in caso di necessità, mentre la sua posizione lo rendeva inattaccabile.


IL CASTELLO DELLA “BELLA PALUDE” – Nel 1295, quando l’architetto del re Edoardo I, un certo James of Saint Gorge proveniente – si dice – dalla Savoia, iniziò a costruire il castello di Beaumaris, il paesaggio non era così almeno come quello di oggi. Il luogo era una palude soggetta a frequenti esondazioni d’acqua salata,dove dominavano giunchi e canneti. I nobili normanni insediati dal re nella zona, che parlavano francese, diedero perciò al castello il nome di “Beau marais”, cioè di “bella palude”, col tempo corrotto in Beaumaris. Per erigere la costruzione non furono risparmiati sforzi: nel cantiere vennero impiegati oltre 2600 uomini. Tuttavia dopo tre anni vennero a mancare i fondi, e il complesso, seppure rinforzato nel secolo successivo, non fu mai terminato.



Chi avesse voluto espugnare Beaumarais non avrebbe avuto vita facile. Innanzitutto c’era da superare un fossato largo 5 metri. Poi occorreva forzare la cinta di mura esterne, con le sue torri circolari e le sue porte fortemente protette. Infine, bisognava affrontare il muro interno con il suo cammino di ronda largo 4,5 m, le sue alte cortine e i suoi poderosi torrioni, veri castelli in miniatura: una serie di ostacoli in grado di scoraggiare anche il più tenace ed esperto degli avversari e di far pagare un prezzo terribile a qualunque assalitore.
Il castello era collegato con il mare da un canale navigabile da navi aventi fino a 40 t di stazza, che potevano fornire una sicura via di fuga e un in intercettabile mezzo di rifornimento alla guarnigione in caso di assedio. Tutto questo poderoso e studiato apparato difensivo, fortunatamente, si rivelò inutile: il castello non venne mai assalito né ai tempi di re Edoardo né durante il corso del medioevo.



ASSEDIATO NELLA GUERRA CIVILE – Solo nel 1646, durante la guerra civile, il castello, ormai del tutto obsoleto come macchina militare, venne assediato. Apparteneva allora alla famiglia Bulkeley, fedele alla Corona, e l’esercito del Parlamento che invece si opponeva, guidato dal generale Mytton, minacciò di raderlo al suolo se avesse trovato resistenza. Il generale aveva già conquistato e distrutto altri quattro castelli costruiti da James of Saint Gorge: la minaccia era dunque estremamente concreta. A Beaumaris fu però risparmiato questo triste destino, perché il castello, proprio per scongiurare tale eventualità, venne ceduto senza resistenza.



I PIRATI DI BEAUMARIS – Per oltre 150 anni l’isola di Anglesey fu tristemente famosa per l’organizzazione piratesca che tendeva imboscate, depredava le navi insabbiate e non si fermava di fronte alla rapina e all’omicidio. La banda aveva una struttura ampiamente radicata sul territorio, di cui facevano parte non solo i pirati veri e propri, ma anche persone assolutamente insospettabili, i cui antenati avevano raggiunto il benessere proprio con i saccheggi e che permettevano il “riciclaggio” e la copertura dei crimini.



L’organizzazione prosperava anche sull’inefficienza delle autorità. Nel giorno di Capodanno del 1740, per esempio, la banda assalì un’enessima nave insabbiata. Solo un’anno più tardi i responsabili vennero catturati e portati in tribunale a Beaumaris: ma il processo non si poté celebrare perché il giudice era ubriaco. Solo nel 1773, dopo un’altra devastante razzia nel corso del quale era rimasta uccisa una donna, un giudice (stavolta sobrio) condannò due pirati alla pena capitale. La sentenza rischiò tuttavia di rimanere sulla carta, perché i due uomini per poco non riuscivano a fuggire dalla cella della morte: i pirati avevano relazioni tali da introdurre nel carcere gli attrezzi necessari per l’evasione.



Ancora nel 1878 ci furono a Beaumaris atti di pirateria: una tradizione talmente radicata che quando il governo fece installare un impianto per segnalare alle navi i bassifondi e gli scogli, numerosi cittadini fecero pervenire alle autorità una protesta perché quell’impianto avrebbe tolto loro un “tradizionale metodo” di miglioramento delle condizioni di vita.



IL CULMINE DI UNA TRADIZIONE – I castelli reali ingesi, costruiti nella lotta contro il Galles, rappresentavano il vertice incontrastato dell’architettura militare medievale. Con i mezzi dell’epoca erano assolutamente inespugnabili, salvo che per tradimento o con un lungo insediamento. Non a caso, infatti, non furono mai direttamente attaccati. Macchine belliche “pure”, ospitavano solo militari, come i forti che entreranno in uso secoli dopo.



ARCHITETTURA DALLA SIMMETRIA PERFETTA – Beaumaris è un perfetto esempio di fortificazione medievale “evoluta”, basata cioè su una totale razionalità, ben visibile anche nella simmetrica geometria del suo impianto. Ha una struttura concentrica, in cui settori contrapposti hanno forme uguali.
Già dall’esterno è evidente l’imponenza dell’edificio. Tuttavia oggi il nome di “bella palude” non corrisponde più all’aspetto del luogo: il castello si trova infatti all’interno di un parco ben curato, nelle cui acque nuotano indisturbati cigni e anatre.
Colpisce in modo particolare la cura degli apprestamenti difensivi: le porte dotate di saracinesche, gli anditi controllati da caditoie, le feritoie strombate. Non è più visibile il vecchio ponte levatoio dell’ingresso principale, sostituito da un ponte fisso di legno.
All’interno, oltre al grande salone di riunione, c’erano un granaio, le cucine e le stalle. Notevole inoltre la cappella sistemata in una delle torri: risalente al Trecento, è tuttora ben conservata.
Sul luogo, una mostra didascalica informa con abbondanza di particolari sulla spedizione in Galles di re Edoardo I, sui suoi castelli e sull’avvincente storia della costruzione di Beaumaris.



1 commento:

Susy ha detto...

Ciao, piacere di conoscerti e
benvenuta nel mio blog, che bello conoscere
gente nuova, specialmente quando si hanno interessi simili!
Adoro i castelli e le loro storie, quindi
complimenti.
Un abbraccio Susy

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