domenica 12 dicembre 2010

Windsor – Il cuore della monarchia


Il castello di Windsor è la residenza della famiglia inglese fin dall’XI secolo. Intorno al castello si è aggregata la cittadina omonima, ricca di edifici antichi, locande del XVII e XVIII secolo, stradine strette e tortuose. Qui, nel luogo che ha dato il nome alla sua dinastia regnante, palpita il cuore profondo dell’Inghilterra.


LA MEMORIA D’INGHILTERRA – Il castello di Windsor, antica fortificazione eretta da Gulielmo il Conquistatore sui resti di una preesistente dimora reale sassone, non è soltanto una splendida residenza reale. Le sue sale riccamente adorne di affreschi, arazzi e dipinti sono state testimoni di importanti avvenimenti della storia inglese, tra cui, nel 1215, la firma, da parte di re Giovanni Senza Terra, della “Magna Charta Libertatum”, con la quale venivano limitati i poteri reali a favore dei feudatari laici ed ecclesiastici: il documento su cui si sono fondate le libertà britanniche.


DA FORTEZZA A RESIDENZA REALE – Dell’originario castello di Windsor, costruito in legno da Guglielmo il Conquistatore nel 1078, non resta più nulla. La prima struttura in muratura risale all’incirca al 1110, per opera di Enrico I. il suo successore, Enrico II, sostituì la palizzata difensiva in legno con un più solido vallo di pietra, rinforzato da torri quadrate. Tuttavia, per assolvere alla sua funzione di fortezza reale il complesso richiedeva più solide opere di fortificazione. Enrico III fece perciò costruire, tra l’altro, la “Curfew Tower”, sui resti delle mura più vecchie del castello, ed Edoardo III iniziò la costruzione della “Round Tower” (il cui coronamento, alto dieci metri, risale però all’epoca di Giorgio IV), e della “Edward III Tower”, sul lato meridionale del castello.
Nel 1474 Edoardo IV avviò la costruzione della “St. George’s Chapel”, consacrata a San Giorgio, patrono dell’Ordine della Giarrettiera, che verrà ultimata da Enrico VIII. Sempre verso la fine del XV secolo sorsero anche gli edifici, a ferro di cavallo, dell’ “Horseshoe Cloister”, di fronte all’ingresso del complesso.
Durante il regno di Carlo II (1660 – 1685), l’antico castello venne definitivamente trasformato in sontuoso palazzo reale: ma il suo uso da parte dei successori fu molto limitato, tanto che tra la fine del XVII secolo e l’inizio del XVIII gli edifici cadevano parzialmente in rovina. Furono restaurati tra il 1760 e il 1842 dagli architetti Wyatt e Wyattville, su commissione di Giorgio III.


IL NOME DI UNA DINASTIA – Il castello di Windsor ha dato il nome all’attuale dinastia dei sovrani britannici. Infatti, nel corso della prima guerra mondiale re Giorgio V decise di cambiare il nome tedesco della casata, Sassonia – Coburgo – Gotha, con quello molto più inglese di Windsor.
Il primo era stato ereditato nel 1840, quando la regina Vittoria, nipote del re Guglielmo IV, sposò il principe Alberto di Sassonia – Coburgo. Il nome venne nuovamente modificato in Mountbatten – Windsor solamente nel 1960 in virtù delle nozze di Elisabetta II con Filippo di Mountbatten. Riprova dell’importanza attribuita dalla casa reale a questo antico castello, simbolo della storia dell’Inghilterra.



LA FAVORITA DI EDOARDO III E L’ORDINE DELLA GIARRETTIERA – Secondo la tradizione, l’Ordine della Giarrettiera, il più vecchio e illustre ordine cavalleresco britannico e uno dei più antichi tra quelli ancora esistenti, sarebbe nato durante un ballo alla corte inglese. Edoardo III, raccogliendo da terra e restituendo educatamente la giarrettiera sinistra, caduta alla sua favorita Giovanna di Salisburgo (secondo un’altra leggenda alla stessa regina Filippa di Hainault), avrebbe pronunciato la frase, divenuta poi motto dell’Ordine: “Honi soit mal y pense” (sia svergognato chi ne pensa male).
Il origine l’ordine comprendeva il sovrano e 25 cavalieri, incluso l’erede al trono, ma statuti successivi vi aggiunsero i discendenti diretti di Giorgio I e Giorgio II.
Dell’Ordine della Giarrettiera, che si riunisce ogni anno il 23 aprile nella St. George’s Chapel, fanno parte anche i Military Kinghts of Windsor (Cavalieri militari di Windsor), con funzioni di guardia d’onore.
L’insegna dell’ordine è una giarrettiera di velluto azzurro listata d’oro, portata dagli uomini alla gamba sinistra e dalle donne al braccio, e fermata da gioielli che variano d’importanza a seconda del grado dell’insignito.

Edoardo III

LO SCRIGNO REALE DEL POTERE E DELL’ARTE – Il castello si erge su una roccia calcarea affacciata sul Tamigi. Quando i regnanti soggiornano a Windsor, la bandiera reale sventola dalla Round Tower, la Torre Rotonda, quasi il simbolo del complesso.
-         Il gigantesco complesso architettonico si estende su due cortili, “Lower Ward” e “Upper Ward”, tra i quali sorge la Round Tower.  


-         Si accede al castello dall’ “Henry VIII’s Gateway” che immette nel Tower Ward. Sul lato nordorientale sorge la Curfew Tower, la Torre del Coprifuoco, costruita nel 1227, al cui interno sono ancora visibili parti del carcere, con l’inizio di una galleria segreta, peraltro non ultimata, forse a causa dell’eccessivo costo della realizzazione.



-         Il limite sud del Lower Ward è costituito dalla “Henry III Tower” e dal complesso del “Military Kinghts of Windsor”, un ordine cavalleresco istuito da Edoardo III. Da qui si estende, per 9 km, il parco del castello.



-         Sul lato nord dell’Upper Ward sono gli “State Apartments” (sale di Stato, usate per le cerimonie ufficiali e per abitazione dalla famiglia reale), aperti al pubblico solo quando la regina non è presente a palazzo.



-         Tra gli ambienti principali degli Apartments, la “Grand Staircase”, la grande scalinata, e



la “King Charles II Dining Room”, la sala da pranzo di Carlo II, con mobili antichi, decorazioni lignee, affreschi e un dipinto di Van Dyck. Interessanti sono anche la cosiddetta “sala di Rubens”, con dipinti dell’artista fiammingo, e il “King’s Closet” (studio reale), con dipinti di Holbein, Rubens, Rembrant, Durer, Andrea del Sarto e Closet


         “Queen’s Drawing Room”

    Nella “Exhibition of Drawing” del castello è esposta anche una ricca collezione di disegni e cartoni di Holbein, Leonardo, Raffaello e Michelangelo.

3 commenti:

Tizyana - Azzurraa ha detto...

Bello il post e belle le foto, complimenti.

la giraffa e la papera ha detto...

''re Giorgio V decise di cambiare il nome tedesco della casata Sassonia – Coburgo – Gotha, con quello molto più inglese di Windsor.''
Questa proprio non la sapevo . . . in realtà mi sono sempre piaciuti gli alberi genealogici delle famiglie reali nella storia, ma questo passaggio me lo ero perso...complimenti per il post!

sylvia-66 ha detto...

Qui ci sono stata! Pioveva a dirotto (un classico britannico) ma mi divertii moltissimo. Le note che inserisci nei post sono sempre utili, come conferma il commento qui sopra. Inoltre, non tutti sanno com'è nato l'ordine della Giarrettiera e da dove venga il suo famoso motto. Grazie per queste finestre piacevolissime sulla storia!

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