sabato 19 marzo 2011

Cnosso - La reggia di Minosse


Le rovine dell’antica Crosso costituiscono la più significativa testimonianza del processo di maturazione urbanistica, architettonica e artistica della prima civiltà europea: quella che, dal nome del leggendario re Minosse, A. J. Evans chiamò “minoica”.



Le origini di questa città si confondono con la leggenda di Minasse, figlio di Zeus, che secondo la tradizione letteraria civilizzò gli abitanti di Creta, su cui regnò con giustizia e ponderatezza, istituendo leggi e creando i presupposti della talassocrazia cretese mediante la costruzione della prima flotta navale.



Allo stesso personaggio è legata la leggenda del Mintoauro, mostro nato dagli amori contro natura della moglie Pasifae. Vergognandosi di questo essere dal corpo umano e la testa di toro, il re commissionò a Dedalo la costruzione di un immenso palazzo (il famoso Labirinto) in cui fece rinchiudere la spaventosa creatura. Ogni anno (o forse ogni tre o nove) al Mintoauro venivano sacrificati come tributo sette giovani e sette  fanciulle di Atene, città ritenuta responsabile della morte di uno dei figli di Minosse. Fu Teseo a segnare la fine di questa macabra consuetudine, uccidendo il Mintoauro e riuscendo a fuggire dall’intrico di stanze e corridoi con l’aiuto di Arianna.

La presenza dell’uomo sull’isola è attestata sin dal 6500 a.C., ma solo nel neolitico tardo (4750 – 3000 a.C.) il territorio venne occupato in maniera uniforme dal punto di vista sia insediativi che culturale.
Le genti in cui gli studiosi riconoscono i Minoici vanno tuttavia identificate con gruppi di popolazioni che all’inizio dell’età del Bronzo (2800 a.C.) raggiunsero Creta dalle coste dell’Anatolia nord – occidentale, fondendosi con l’autoctona civiltà neolitica. L’arrivo dei nuovi immigranti portò con sé importanti trasformazioni che modificarono sensibilmente l’assetto sociale, culturale ed economico dei nuovi centri di potere. Lo sviluppo dell’agricoltura fu tale da superare di gran lunga il fabbisogno locale.



Conseguenza immediata fu l’esigenza di esportarne i prodotti in cambio di materie prime, carenti sull’isola, con gli abitanti della costa siro – palestinese e quella egiziana. Alla base del fenomeno è l’emergere di personaggi carismatici, discendenti di coloro che per primi si erano avventurati in imprese commerciali. La ricchezza conferisce a costoro uno ‘status’ sociale più elevato; i nuovi padroni hanno ora i mezzi per manifestare e concretizzare il proprio potere in imponenti strutture palaziali.



Così a Conosso, dallo scorcio del III millennio a.C., vengono accorpate in un’unica struttura grandi unità architettoniche con finalità diverse (quartieri residenziali e di rappresentanza, magazzini, aree di culto), principalmente destinate ad assolvere funzioni di tipo economico, politico, amministrativo e religioso, sotto la supervisione del principe.


Fra il 2000 e il 1750 a.C., agli esordi dell’Età del Bronzo, sorgono i primi "palazzi – città” a Mallia, Festo, Crosso, vaste residenze regali che accorpano funzioni abitative per centinaia, forse migliaia di persone, spazi culturali, amministrativi, aree di servizio quali magazzini e botteghe artigiane e mercantili: sembrano espressione del potere e del prestigio di sovrani assoluti, dotati, secondo alcuni studiosi, di prerogative non dissimili da quelle dei faraoni egizi.


E vi è chi ha ipotizzato che il nome “Minosse” si possa riconoscere un termine – minos – designante tale tipo di sovrano, anziché un personaggio al confine tra storia e leggenda: l’ipotesi pare più che accettabile. Molti ritengono sensatamente che si possa ascrivere a questo tipo di regalità il merito dell’impulso alla trasformazione di Creta.



L’impianto del primo palazzo è poco noto: ad esso si riferiscono con certezza solo alcune strutture e un paio di ambienti, nonché l’attuale facciata occidentale, costruita nel XX  secolo a.C. Sembra tuttavia plausibile far risalire all’età protopalaziale un progetto edilizio che prevedeva la creazione di nuclei architettonici dapprima separati, poi accorpati in un unico complesso attorno a un grande cortile centrale. La ricostruzione del primo palazzo è resa difficoltosa poi dai numerosi interventi e rifacimenti apportati nell’arco di tre secoli, fino al 1700 a.C., quando un violento terremoto rase al suolo l’intero edificio.



Al cataclisma seguì l’immediata ricostruzione dei palazzi crollati. Non vi è pertanto soluzione di continuità fra la fine dell’età protopalaziale e quella neopalaziale, ma un’evoluzione che mette a frutto le innovazioni tecniche e le esperienze commerciali acquistate precedentemente. La conquista egiziana della costa siriana consolidò poi ancor più i Minoici nel ruolo di interlocutori primari fra l’Egitto e la fascia costiera siro-palestinese. Il conseguente arricchimento in questa fase consentì a Crosso la costruzione di un immenso palazzo, le cui imponenti rovine emersero dagli scavi condotti, a partire dal 1900, dall’archeologo inglese Arthur J. Evans.


Eretto su una bassa collina, i cui dislivelli furono sfruttati per articolare in più piani l’edificio (almeno due nell’ala occidentale e quattro lungo quella orientale), l’edificio sorse intorno a un grande cortile centrale quasi perfettamente orientato in direzione nord – sud.



La complessità della sua planimetria sembra echeggiare la leggenda del Labirinto. Il palazzo era dotato di più ingressi, tutti convergenti verso la corte centrale attraverso percorsi monumentali. L’ingresso ovest presenta ancora oggi un corridoio d’accesso affrescato con una teoria di offerenti su due file sovrapposte (il cosiddetto corridoio della processione). L’ingresso nord dava invece su una strada che, poco più a ovest, intersecava un complesso a gradinate adibito forse alle rappresentazioni teatrali. Benché di molti ambienti non sia ancora chiara la destinazione, sembra possibile definire a grandi linee la funzione di alcuni settori del palazzo.


L’ala occidentale, in particolare, si caratterizza per la presenza di vani di rappresentanza (la sala del trono, i grandi corridoi o le monumentali scalinate che conducevano ai piani nobili non più preservati) e di culto (l’insieme di piccole stanzette dette “cripte a pilastri” dove era venerata la dea dei serpenti). Emerge in questo settore una chiara funzione pubblica e religiosa.



Sempre in quest’ala, lungo un corridoio orientato in senso nord – sud, erano disposti i magazzini, presenti anche nella parte nord – orientale del palazzo, insieme a un grande quartiere artigianale. A questi due settori si attribuisce una funzione produttiva e di tesaurizzazione (per la presenza di grandi vasi per derrate).
I quartieri residenziali occupavano l’ala sud-orientale del palazzo. Un’imponente scalinata, fiancheggiata da un pozzo di luce, conduceva al settore privato, in cui spiccano per articolazione interna, decorazione pittorica e tecnica edilizia le sale delle doppie asce (forse vano di culto privato) e il megaton della regina (dotato di un impianto di scarico delle acque in cui vanno riconosciuti i bagni).



Scarsi e poco noti sono i resti del settore urbano, tanto che è ancora in dubbio se esistesse una città vera e propria o un insieme di piccoli agglomerati abitativi. La maggior parte delle case individuate appartiene alla fase neopalaziale.


Di diverse dimensioni, esse suggeriscono una complessa stratificazione sociale: quelle più semplici dovevano appartenere alla piccola e media borghesia; altre invece, grandi e articolate, sono interpretate come dipendenze del palazzo (verosimilmente sedi di funzionari di corte).
Si è stimato che, nel periodo più florido, la città con il porto e la residenza del principe contasse ben 100.000 abitanti.


Nel 1450 a.C. circa genti di lingua greca del Peloponneso, in un momento di crisi del popolo minoico, conquistarono Creta e ne distrussero i palazzi.



Il ruolo dell’isola rimase tuttavia invariato, anche sotto dominio miceneo. Crosso divenne sede del nuovo monarca, ma fu in seguito distrutta nel 1370 dagli stessi Micenei del continente. Questa data segna la definitiva scomparsa della leggendaria città di Minosse dalla scena del Mediterraneo.


2 commenti:

tiziana ha detto...

Carissima con le innumerevoli notizie che offre il tuo blog, non posso che seguirti. La ricerca doviziosa che ci metti a disposizione è notevole. Gli argomenti trattati sono di grande interesse per me. I tuoi gusti musicali concordano pienamente con i miei. Quindi se vuoi, faccio 4 passi con te. A presto cara nuova amica.

la giraffa e la papera ha detto...

Come sempre un' ottima ricerca! Già ce la vedo Arianna che gira...con la macchina fotografica in mano, si capisce, il filo non si porta più! ;P
*La Papera*

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