domenica 14 novembre 2010

Alhambra



Una regia reggia stupenda celata dietro massicce mura di pietra rossa: un contrasto affascinante in cui rivive ancora l’ultimo atto della civiltà araba in Spagna. Caduto in abbandono, il complesso venne riscoperto dallo scrittore Washington Irwing.



L’EREDITA’ DI UNA CIVILTA’ RAFFINATA ED ELEGANTE – Si narra che al momento di abbandonare Granata, consegnaa a “los Reyes Catolicos”, Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona l’ultimo re nasride della città, Mohammed XI Boabdil, si sia voltato a osservare l’Alhambra emettendo un profondo respiro. Al che la madre, che lo accompagnava, avrebbe commentato tagliente: “Pianghi come una donna per quel che non hai saputo difendere da uomo.” Ma grazie alla scelta di Boabdil di arrendersi senza combattere è possibile oggi godere di un tesoro che altrimenti sarebbe andato distrutto.


L' Alhambra è una piccola città reale araba che domina Granada da un 'altezza di circa 150 m. Rappresenta uno dei monumenti medievali più spettacolari della Spagna e, penso, di tutto il mondo; unico esempio del genere che si è conservato in ottime condizioni.Personalmente è stata la cosa più bella che io abbia visto fino ad ora.
Nata come fortezza nell' XI secolo, poi trasformata in complesso residenziale dai sovrani arabi tra il XIII e il XIV secolo. Nel 1492, dopo aver conquistato la città, i re cattolici la elessero a loro residenza.






Deve il suo nome al colore rosso delle mura duecentesche dell' Alcazaba. L' Alcazaba, costruita nel secolo XI dal primo sovrano dei Nasridi, Mohammed Ibn al-Ahmer, è la parte più antica di cui rimangono solo le mura con 8 delle 24 torri originali, in parte restaurate ed in parte aggiunte nel XVI secolo. Alla destra dell'ingresso è situata la torre del Homenaje e il cubo (bastione del 1589; sulla sinistra c’è il barrio Castrense, un quartiere di alloggiamenti militari, e ,poi, il jardin de los Adarves, ai cui lati sorgono le torri de la Sultana, de los Armos e de la Polvora.
La più famosa è la torre de la Vela dove i re cattolici installarono una campana che dettava i turni d'irrigazione della pianura circostante.Vi consiglio vivamente di salire sulle torri: il panorama è fantastico.
Dalla Puerta del Vino ci si trova di fronte al maestoso palazzo a pianta quadrata di Carlo V che non vide mai completare la sua residenza, terminata solo nel Seicento. Rappresenta una delle + belle cose del Rinascimento spagnolo. Fu l'architetto Pedro Machuca, allievo di Michelangelo, a seguire i lavori del palazzo.
Il palazzo è sede del Museo delle Belle Arti, dedicato alla pittura e scultura tra il Cinquecento e il Settecento; è sede inoltre del Museo dell'Alhambra, dove possiamo ammirare reperti rinvenuti dagli scavi dell Alhambra.



Usciti dalla Puerta del Vino si scendono 12 gradini per accedere ai palazzi Nasridi, palazzi della dinastia nazaride, che insieme al palazzo di Carlo V formano L'Alcazar, oggi chiamata Casa Real.





Il gioiello dell' Alhambra è formato da 3 parti comunicanti; il Mexuar o Stanza Dorata, il Serrallo (Serraglio) o Cuarto de Comares,
residenza ufficiale del re, e l' Harèn dove si trovavano le stanze private del re.
Il Mexuar era l'antica sala del consiglio, con mosaici alla parte bassa delle pareti, soffitti in legno di cedro e decorazioni ornamentali che sembrano fatte di pizzo. Sul lato opposto si trova il Cuarto de Comares, parte principale della reggia su cui si affaccia il Patio de los Arrayanes, il Cortile dei mirti, al cui centro sorge una splendida piscina rettangolare.
Nella galleria nord, dentro la torre dei Comares, alta 45 m, c'è la sala de la Barca il cui soffitto ha la forma di una chiglia di nave capovolta.Qui iniziano i versi di Aben Zemrec di cui è intessuta tutta l'Alhambra. Versi che ricoprono anche il Salon de los Embajadores, fino al soffitto intarsiato da 8000 tessere di legno.
Attraverso il Patio de la Alberca si raggiunge il magnifico Patio dei Leones. Qui si resta abbagliati dalla bellezza delle 124 colonne di marmo bianco. Al centro le statue di 12 leoni sorreggono la fontana. Qui tutto (capitelli, muri, soffitti) è interamente ricoperto da una decorazione a stucco incisa con versi d'amore.



Sul lato settentrionale ,la Sala de las Dos Hermanas, dimora della sultana , e la Sala de las Ajiemeces (sala delle finestre bifore).Muovendosi dalla fontana verso destra si entra nella Sala de los Abencerrajes, dalla volta blu argento: sembra di stare sotto un cielo stellato.


Dagli splendidi Giardini del Partal si accede al Generalife, palazzo d'estate dei Nasridi, circondato da favolosi giardini colorati, disposti a terrazza, e da vasche d'acqua.

Un posto magico e incantato.

2 commenti:

maris ha detto...

Che sogno....io desidero tanto andarci! Una mia amica che ci è stata anni fa mi ha confermato che è un posto incantevole.
baci,
Maris

Ginetta ha detto...

Ho visitato l'Alhambra a giugno durante un tour in spagna.
Complimenti per il Blog!
( mi sono compiaciuta pensando che ho visitato molti dei castelli da te descritti:)

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