lunedì 7 febbraio 2011

St. Michael’s Mount – Un monastero diventato fortezza


Nel Cinquecento, dopo la rottura con la Chiesa cattolica, il re Enrico VIII confiscò i monasteri del paese. Ciò accadde anche per l’abbazia benedettina sull’isola di St. Michael’s Mount che, trasformata in postazione militare, diventò parte difensivo delle coste meridionali inglesi.



L’ISOLA DELL’ARCANGELO – Evidentemente all’arcangelo Michele piacevano le isole della Manica. Infatti anche per St. Michael’s Mount, quasi sull’estrema punta della Cornovaglia, si tramanda leggenda, ripetuta per il celebre isolotto francese di Mont - Saint - Michel, che l’arcangelo Michele sia apparso (nel 495, pare) a un gruppo di pescatori, chiedendo loro di innalzare una chiesa, a onore del Salvatore e suo. Cosa che venne puntualmente fatta.



L’ABBAZIA BENEDETTINA – In realtà le prime tracce documentate della presenza sull’isola di una chiesa risalgono all’XI secolo. Pare che la costruzione sia stata voluta da re Edoardo il Confessore nel 1047. ma fu dopo la conquista dell’Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore, nel 1066, che sull’isola venne fondata un’abbazia benedettina, subordinata ai monaci normanni di Mont Saint – Michel, di cui riprese il nome, e che con il tempo diventò una delle mete di pellegrinaggi più importanti del medioevo.
Nel 1135 i benedettini ampliarono il complesso, e anche in seguito continuarono a modificarlo e ingrandirlo, ricostruendolo anche in gran parte dopo un disastroso terremoto. St. Michael’s Mont era una tapa fondamentale lungo il cammino di pellegrinaggio che dall’Irlanda e dalla Scozia portava in Spagna a Santiago di Compostela, dove nel IX secolo sarebbe stata trovata la tomba dell’apostolo Giacomo.



FORTEZZA E RESIDENZA PRIVATA – Nel XVI secolo Enrico VIII confiscò tra gli altri anche questo monastero cattolico e, cacciati i monaci benedettini, ne fece una fortezza. Non per molto tuttavia. Durante il regno di sua figlia Elisabetta I la casa regnante inglese, ridotta in serie difficoltà finanziarie dalle guerre con la Spagna, dovette vendere molti ex conventi incamerati, e anche St. Michael’s Mont subì questa sorte.
La famosa abbazia benedettina entrò così, nel 1659, in possesso di Jonh St. Aubuyn, e da quel momento venne usata come residenza della famiglia, il cui capo porta il titolo di Lord Saint Levan. Gli Aubuyn fecero del monastero, già trasformato in fortificazione, una dimora signorile, sede della famiglia. Gli ultimi lavori di un certo rilievo ebbero luogo verso la fine dell’Ottocento. Nel 1954 Lord Aubuyn trasferì l’isola a un ente statale, il National Trust, a condizione che alla sua famiglia fosse garantito diritto d’alloggio nell’edificio per mille anni.


INCONSUETA COMMISIONE – In giro per l’Europa esiste un certo numero di abbazie fortificate. Meno frequenti sono le abbazie trasformate in castello o fortificazione. Ma il caso di St. Michael, passato da complesso religioso a struttura fortificata e da questa ad abitazione signorile è pressoché unico. L’effetto di questa commissione di funzioni è curioso. Da lontano sembra un insieme monastico, avvicinandosi invece si scoprono gli adattamenti a dimora, con le finestre residenziali incongruamente aperte nelle pareti della chiesa o tra i contrforti. Più da vicino si vedono anche particolari propri di una fortificazione.



JACK, ‘L’AMMAZZAGIGANTI’ – St. Michael’s Mont era, un tempo, una penisola. Divenne un’isola circa 5000 anni fa, quando una forte mareggiata spazzò ampie zone della costa sommergendo l’istmo che la collegava alla terraferma. Abitata già nell’antichità, quando era nota con il nome di Ictis, era un florido porto mercantile da cui venivano imbarcati rame e stagno per la Grecia, e in seguito anche per Roma.
Nel medioevo non poteva non essere soggetto di saghe e leggende, che fiorivano a centinaia sulle coste della Cornovaglia. Una di queste narra per esempio di come il gigante Cormorano abbia modellato St. Michael’s Mont e di come, durante il lavoro, la moglie Cormelia sia inciampata, lasciando cadere i massi che stava trasportando. Da esse avrebbero tratto origine le rocce e le colline della Cornovaglia. Poiché anche i giganti invecchiano, Cormorano era già in età molto avanzata  quando i primi uomini giunsero in quei luoghi. Non essendo ormai in grado di cacciare, il gigante decise di rubare il bestiame, infilandosi mucche e pecore nella cintola come fossero tordi o quaglie. La razzia continuò finché un certo Jack, figlio di contadini, stanco di quelle continue prepotenze, scavò una grande fossa, la ricoprì con assi e paglia, e si mise a disturbare il gigante con suoni di corno molto acuti. Cormorano, esasperato, venne dall’isola sulla terraferma per cacciare l’importuno. Mentre il giovane, grazie alla sua leggerezza, riuscì a passare indenne sopra i legni che coprivano la buca, il gigante vi sprofondò con tutto il suo peso e venne finito da Jack con un piccone. Per questo il giovane si guadagnò il soprannome di tha Giant killer.



CASTELLO MAESTOSO – Durante la bassa marea St. Michael’s Mount è accessibile a piedi, per tre ore circa, grazie a una diga. Per il resto della giornata bisogna invece ricorrere a un’imbarcazione da Marazion. Il complesso si presenta in tutta la sua imponenza già da lontano, ma meritano una visita anche gli arredi interni, molto interessanti.


La “Priory Church”, situata proprio sulla vetta dell’isola, risale all’antico periodo del monastero. La chiesa, che conserva delle belle finestre a rosone, fu eretta nel Trecento.
L’ex refettorio dei monaci è stato trasformato in un salone (“Chevy Chase Room”); è tuttora possibile osservare un fregio a stucco, risalente al 1641, con scene di caccia.



Nell’antica cappella di Nostra Signora, rimaneggiata nel Settecento e ora denominata “Blue Drawing Room”, si possono ammirare autentici mobili Chippendale e dipinti di Thomas Giansborough (1727 – 1788).
L’ex armeria espone armi da caccia e sport nonché insegne militari degli Aubuyn.
La biblioteca era in origine una sala da pranzo molto più vasta e spaziosa. Rappresenta la parte più antica del castello.



A sud sopra il tetto della vasta ala vittoriana si apre una terrazza da cui si godono splendidi panorami della Mount’s Bay e del piccolo giardino recintato che contiene piante tropicali.
Merita una visita anche il museo del castello. 


3 commenti:

Susy ha detto...

Ciao cara,
grazie per l'ora di storia,
i tuoi post sono interessanti e affascinanti.
Qui a St.michael's Mount ci sono
stata, ma solo da lontano, c'era l'alta marea, purtroppo, invece a
Mont S. Michel, ci sono stata 2 volte, ed è stata un'esperienza mistica, una meraviglia.
Un abbraccio
Susy

Carla ha detto...

Bellissimo questo tuo blog, lo devo guardare con tutta calma. E' davvero unico nel suo genere, grazie a te! Carla

Angela ha detto...

Ciao! Finalmente riesco a trovare un pò di tempo per leggermi i tuoi post con calma! Grazie per le belle immagini...e poi mi piace conoscere un pò di storia! Ma come fai a sapere tutte queste cose? 6 un mito! grazie ancora per questo bellissimo blog! baci

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