mercoledì 4 maggio 2011

Bourges – Il palazzo di Jacques Coeur


Il successo del commerciante e uomo politico francese Jacques Coeur aveva suscitato, nel Quattrocento, parecchia invidia fra i nobili della regione. Il mercante finì così denunciato al tribunale. L’atto d’accusa testimonia l’incapacità e la malafede del tempo. Coeur fu costretto alla fuga e infine all’esilio, lontano dalla sua amata abitazione.


L’OSTENTAZIONE ARCHITETTONICA DI UN ABILE UOMO D’AFFARI – Jacques Coeur (1400 circa – 1456) era tesoriere e ministro del commercio con l’estero del re Carlo VII. In tale funzione aveva allacciato rapporti in tutto il mondo: non solo in Francia, Olanda e Italia, ma anche nel Vicino Oriente fino a Damasco. Una bolla papale lo autorizzava perfino a concludere accordi con i “pagani”.


Finche la sua ricchezza, dimostrata dall’elegante palazzo di famiglia a Bourges, diventò una spina nel fianco per molti aristocratici, che lo portarono davanti ai giudici con l’accusa di aver avvelenato l’amante del re Agnés Sorel. Fallito questo primo tentativo, fu accusato di truffa, ancora una volta senza conseguenze. Da ultimo gli venne contestata la mancata restituzione di un sigillo reale: Jacques Coeur fu messo in prigione, ma riuscì a fuggire e finì i suoi giorni in Grecia.


LA CROCIATA DI JACQUES COEUR – Jacques Coeur non poté godersi in pace il suo palazzo, terminato verso il 1451: glielo impedirono prima il carcere, poi il  processo e quindi la fuga avventurosa. Alla fine del 1454 si era stabilito a Roma come consigliere del papa Nicolò V, che gli affidò una specie di crociata: avrebbe dovuto guidare la rivolta dell’isola greca di Rodi contro i musulmani turchi. Due anni dopo egli morì sull’isola di Chios, davanti alle coste turche.


Tuttavia la sua eredità non andò perduta: a dispetto dei calunniatori che avevano trascinato il padre in tribunale, suo figlio divenne a suo tempo arcivescovo di Bourges.


MUNICIPIO E TRIBUNALE – Nell’Ottocento il palazzo di Jacques Coeur, costruito sui resti di mura romane (di cui rimane traccia nella Tour de la Chaussée del mastio), fu adibito provvisoriamente a municipio e tribunale cittadino. Per i dibattimenti giudiziari veniva utilizzata la Salle du Conseil, un grande salone del primo piano.

Oggi una visita guidata consente di ammirare le sale interne, tra cui la Grande Salle, gran sala, con il camino decorato da riproduzioni di cinghiali, scimmie e altri animali, nonché la sauna, che i contemporanei chiamavano “bagno turco” e che a Jacques Coeur piaceva molto, con l’annessa sala di riscaldamento.



La sfarzosa cappella interna fu terminata ben oltre la morte di Jacques Coeur: gli affreschi al soffitto sono del 1488. Nel piano superiore si trova la camera del Tesoro, munita di una vera e propria cassaforte. Un corridoio segreto permetteva l’accesso in ogni camera.


NORMALE IN ITALIA, SCANDALOSO IN FRANCIA – Il palazzo di Jacques Coeur è una vera rarità per la Francia di quei tempi, al punto di provocare contro il suo proprietario una tempesta giudiziaria mossa dall’invidia.


Eppure non avrebbe destato nessun scandalo in Italia, dove grandi palazzi mercantili, sede di importanti compagnie commerciali come quelle dei Medici, degli Strozzi, dei Pitti, dei Pazzi, stavano cambiando il volto della città (Firenze in particolare).


Il fatto è che per la società francese il rango era dato dalla spada, e si considerava arrogante il mercante che pretendesse di confrontarsi con i nobili. In Italia per contro la promozione dell’uomo era data dal suo tenore di vita, dalla raffinatezza, dall’amore per le arti: e questo favoriva la nascita di quei “castelli urbani” che sono i palazzi dei mercanti.


“NULLA È IMPOSSIBILE PER I CUORI VALOROSI” – Nel palazzo, secondo la tradizione medievale, sono sparsi simboli che si riferiscono al nome del proprietario, per esempio il pettine di mare o conchiglia dei pellegrini, che i francesi chiamavano coquille St.. Jacques, oppure il cuore (in francese coeur).


Un doppio gioco di parole si riscontra nel motto A vaillans coeurs riens impossible (nulla è impossibile per i cuori valorosi), in cui la parola coeurs, che rievoca il cognome di famiglia, è sostituita dall’immagine di un cuore.


L’edificio, che nell’ala ovest si presenta quasi come una fortificazione, verso la strada ha un aspetto più elegante, quasi lussuoso per la Francia di quei tempi. In facciata si notano le statue di Jacques e di sua moglie, olandese Macee von Leodepart. Una statua del mercante, realizzata alla fine dell’Ottocento da Auguste Préault, s’innalza davanti al palazzo. Questo doveva servire non solo come alloggio privato e residenza della famiglia, ma anche come sede commerciale. Purtroppo il proprietario non poté vederlo finito per le sue disavventure giudiziarie.


CITTÀ DI PATRIMONI – Bourges era, all’epoca di Jacques Coeur, l’effetiva capitale della Francia, perlomeno della Francia non occupata dagli inglesi. I principali edifici cittadini dell’epoca segnano il passaggio dal mondo gotico a quello rinascimentale di derivazione italiana.
La casa natale di Jacques Coeur sorge all’angolo fra Rue des Armuriers e Rue d’Auron.
In Rue Branly sorge l’Hòtel des Echevins, eretto in forme rinascimentali tra XV e XVII secolo.
L’Hòtel Cujas, un edificio rinascimentale del primo Cinquecento, ospita attualmente il civico Musée du Berry di storia e arte.


La cattedrale gotica di St. Etienne, chiaramente ispirata alla parigina Notre – Dame, presenta delle bellissime vetrate duecentesche, riportanti i membri delle varie corporazioni al lavoro, e un pregevole portale centrale con scene del Giudizio Universale nel timpano.


4 commenti:

tiziana ha detto...

Ci andrei subito, all'istante. Grazie per queste segnalazioni interessanti.

Geillis ha detto...

Non sapevo neanche dell'esistenza di questo luogo bellissimo, davvero una bella scoperta

Alex ha detto...

Luogo spettacolare, vorrei tanto visitarlo, grazie del post. Un abbraccio, Alex

vinicio ha detto...

Ho appena letto un libro che restituisce vita e calore a questo luogo: "L'uomo dei sogni" di Jean Christophe Rufin, ed. e/o. E' la storia romanzata ed affascinante di Jaques Coeur.

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