lunedì 13 dicembre 2010

Angkor (parte I)


Il nome di Angkor, che evoca in Occidente immagini di templi grandiosi e sbreccianti, di foreste lussureggianti e infide, di misteri archeologici insoluti, definisce una zona di Cambogia che per più di 500 anni fu il centro politico dell’impero khmer.


Situata in un largo bacino delimitato a sud dal grande lago Tonle Sap e a nord dai monti Kulen, la zona di  Angkor si trova circa 320 chilometri a nord di Phnom Penh, l’odierna capitale.
Il periodo di Angkor (802 – 1432), il più glorioso di tutta la storia khmer, ebbe inizio con la cerimonia rituale che conferì a Jayavarman II (802 – 850) il titolo di “devaraja” (“re celeste”), e terminò con il trasferimento della capitale a Phnom Penh, nella Cambogia meridionale.


Dopo una permanenza forzata presso la corte reale d’Indonesia in qualità di ostaggio, nell’anno 790 il futuro re Jayavarman II fece ritorno in Cambogia, ove consolidò il proprio potere attraverso una serie di campagne militari.
Inizialmente stabilì la propria capitale a Indrapura, ma, all’inizio del  IX secolo, la trasferì nella zona dell’attuale monte Kulem, 40 chilometri a nord – est di Angkor Thom. Qui si autoproclamò “devaraja”, dando cosi origine a una nuova pratica religiosa, informata al culto del “re celeste”. L’anno 802 segna l’unificazione dello stato khmer, l’indipendenza dall’Indonesia e l’inizio dell’impero angkoriano, che conterà 39 sovrani.


 Il successore di Jayavarman II, Indravarman I (877 – 889), inaugurò la grande tradizione angkoriana facendo costruire il cosiddetto tempio – montagna di Bakong, un secondo tempio in onore degli antenati, e uno dei due serbatoi d’acqua (“baray”) nei pressi di Roulos. Tre tipi di opere pubbliche che, a partire da questo periodo, divennero simboli della regalità e strumenti di legittimazione.
Fu il suo successore, Yasovarman I (889 – 900), a stabilire definitivamente la capitale a Yasodharapura, in seguito nota come Angkor.


Fra i sovrani dell’età d’oro di Angkor si ricordano Suryavarman II (1113 – 1150), fondatore del tempio Angkor Wat, e Jayavarman VII (1181 – 1220), passato alla storia come il più grande re angkoriano. Infaticabile costruttore, costui fece edificare più monumenti, ponti e strade di ogni altro sovrano e ispirò tutto il suo regno ai principi del buddismo “mahayana”, di cui era fervente seguace.
Con la sua morte comincia il lento e inesorabile declino di Angkor. Sotto Indravarman III (1295 – 1307) il buddismo “theravada” divenne la religione di stato. Questa corrente religiosa, proveniente dallo Sri Lanka, avversava la dottrina del “devaraja”, che tanta parte aveva avuto nel consolidamento del potere regale ad Angkor.


Il declino dell’autorità regale, unito alle difficoltà economiche causate dagli sperperi edilizi dell’era di Jayavarman VII e alla minaccia dei paesi confinanti (Campa e l’emergente regno thai di Ayutthaya), affrettarono la fine di Angkor.
Dopo un lungo assedio, nel 1431 la città cadde in mano ai Thai di Ayutthaya, che la occuparono brevemente. Una volta ritiratisi  gli invasori, i Khmer decisero di trasferire la capitale più a sud, e la giungla cominciò pian piano a rimpossessarsi  di Angkor.


L’esistenza di grandiose rovine nel mezzo di foresta è documentata nei diari di viaggiatori portoghesi, spagnoli e giapponesi a partire dal XIV secolo. Fu, tuttavia, la pubblicazione postuma dei diari di Henri Mouthot, un naturalista francese che aveva visitato la Cambogia nel 1860, a scatenare un’ondata di interesse per Angkor. Dapprima furono semplicemente l’esotismo e il fascino romantico delle rovine ricoperte di vegetazione ad attrarre i visitatori. In seguito, grazie soprattutto agli sforzi degli archeologi e dei restauratori inviati dall’Ecole Française d’Extreme – Orient, i templi angkoriani cominciarono a essere riconosciuti come capolavori dell’architettura mondiale.


I monumenti di Angkor sono sparsi in un raggio di decine di chilometri. Partendo dalla cittadina di Siem Reap, il più vicino centro abitato, e dirigendosi a nord, il primo tempio che si incontra è Angkor Wat. Più a nord sorge la città murata di Angkor Thom, a est e a ovest della quale si trovano i due “baray”, le grandi cisterne che rifornivano d’acqua tutta la capitale. Numerosi edifici templari sorgono intorno ad Angkor Thom: a est vi è il celebre Ta Prohm, a nord Preah Khan, e più oltre, verso nord – est, Bateay Srei. A est di Siem Reap si ergono invece i templi del gruppo di Roulos, risalenti ai primi anni del periodo angkoriano.



Fonte: Meraviglie dell'antichità - Le città perdute

2 commenti:

la giraffa e la papera ha detto...

affascinante . . . sembrano quasi decorazioni precolombiane . . . eppure siamo in Cambogia!

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

Molto interessante il tuo post. Un carissimo saluto!

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