sabato 25 febbraio 2012

Santiago de Compostela: Il santuario di San Giacomo


Da più di mille anni i pellegrini percorrono le strade e i sentieri d’Europa diretti alla città di Santiago de Compostela, nella Spagna occidentale. Molti dedicano mesi della loro vita a compiere l’arduo viaggio a piedi o in bicicletta, facendo sosta presso i santuari, gli ospizi e le chiese che trovano lungo il cammino. Ancora oggi l’arrivo nella piazza della cattedrale è celebrato fra le lacrime e risa.


Si ritiene che la magica cattedrale contenga i resti mortali di Giacomo, figlio di Zebedeo, apostolo e cugino di Gesù, e in seguito il santo patrono di Spagna. Con Pietro e Giovanni, Giacomo occupa un posto speciale tra i discepoli, poiché a questi tre soltanto fu concesso di assistere alla trasfigurazione del Cristo. Una tradizione, basata sulla leggenda più che sui fatti, narra che Giacomo viaggiò fino in Spagna dopo la morte di Gesù per predicarvi il Vangelo.


Come mai l’apostolo venne sepolto a Santiago? Giacomo, decapitato da Erode Agrippa I a Gerusalemme nel 44 d. C., fu il primo dei Dodici ad essere martirizzato. La tradizione riferisce che, dopo l’esecuzione, il corpo venne caricato su una barca dai suoi discepoli di Giaffa, in Palestina. Sette giorni più tardi, guidata dalla mano di Dio e dai venti favorevoli, l’imbarcazione raggiunse le rive di Iria Flavia sulla costa atlantica della Spagna, a 32 km di distanza dall’attuale Santiago. Al termine di un viaggio su un carro trainato da buoi, Giacomo fu finalmente sepolto esattamente nel punto in cui le bestie, di comune accordo, miracolosamente si fermarono.


LA SCOPERTA DELLA TOMBA DI GIACOMO
Agli inizi del IX secolo, l’eremita Pelagio, che viveva nelle vicinanze di Iria Flavia, fu condotto da alcune luci misteriose apparse nel cielo fino a una tomba di marmo. Il vescovo locale lo identificò come quella di san Giacomo e convoco il re Alfonso II, che non perse tempo a proclamare l’apostolo patrono del regno.


Re Alfonso aveva assunto un’abile decisione politica, dato che la Spagna cristiana correva il pericolo di essere nuovamente sopraffatta dai Mori, il cui dominio si estendeva dal Marocco e la Spagna fino alla Mesopotamia. Chi meglio di san Giacomo poteva diventare il nuovo difensore della cristianità? Nell’844, durante la battaglia di Clavijo in Castiglia, si narrò che Giacomo era apparso su un cavallo bianco alla guida dell’esercito cristiano che, ispirato dal suo intervento, riuscì facilmente a mettere in rotta il nemico.


La notizia della scoperta della tomba di san Giacomo si diffuse velocemente attraverso tutto l’Occidente. Nel 950, il primo pellegrino straniero ad essere registrato, il vescovo Godescalc di Le Puy in Francia, si recò con molti fedeli a Santiago, città lontana, ma in rapida crescita. Fiorì quindi la tradizione del pellegrinaggio al sacro luogo, grazie soprattutto all’appoggio della potente abbazia benedettina di Cluny, in Francia, che eresse ospedali e priorie lungo la strada. Ben presto sia in Spagna che in Francia sorsero altri santuari, nella zona in cui erano in costruzione le quattro arterie principali di collegamento, a partire da Tours, Vézelay, Le Puy e Arles.


La cattedrale e le reliquie
Il primo santuario edificato da re Alfonso si innalzava sul luogo di un antico altare romano dedicato a Giove. Il numero in costante aumento dei pellegrini comportò, a varie riprese, l’allagramento della chiesa. L’attuale cattedrale, il cui interno simboleggia la tipica chiesa romanica meta di pellegrinaggio, fu iniziata nel 1078. secondo il francese Aimery Picaud, probabile autore di una guida per il pellegrino del XII secolo, la cattedrale “non aveva alcun difetto, essendo mirabilmente costruita, ampia, spaziosa, di dimensioni armoniose e ben proporzionata in lunghezza, larghezza e altezza”.


L’incomparabile Portico de la Gloria, intagliato alla fine del XII secolo, è introdotto dalla fiorita facciata barocca del XVIII secolo. Entrando da un ingresso laterale, il fedele è accolto da tre portali riccamente scolpiti, costruiti da file di angeli, apostoli, profeti e antenati. Molti hanno fra le mani strumenti musicai e ubbidiscono tutti alla figura seduta del Cristo in Gloria. Immediatamente sotto, un San Giacomo delicatamente tratteggiato siede sopra l’albero di Jesse. È albero genealogico di Gesù, che mostra la sua discesa da Jesse, padre di David. Nell’albero, cinque intaccature mostrano i punti in cui i pellegrini appoggiavano deferenti le dita prima di entrare nella cattedrale.


La statua dorata di San Giacomo risplende come un faro sopra l’altare maggiore. Ai lati vi sono due scale che i pellegrini salgono per abbracciare l’apostolo dal retro – è uno spettacolo sconcertante vedere due braccia animate apparire all’improvviso attorno al collo della statua dorata durante la Messa. L’ultimo dovere del pellegrino è scendere sotto l’altare e guardare il cofanetto d’argento che contiene le ossa del santo. Dopo di che i pellegrini sono autorizzati ad ornarsi delle conchiglia di Pecten, tradizionale emblema del viaggio a Santiago.


Alcuni scavi compiuti sul finire del XIX secolo in una tomba posta dietro l’altare maggiore hanno riportati alla luce le ossa di tre uomini – tra le quali vi sono forse quelle del santo? La questione sembrò risolta quando un frammento d’osso, di proprietà della cattedrale di Pistoia e ritenuto per lungo tempo parte del cranio di san Giacomo, accostato al teschio di uno dei tre uomini di Santiago vi combaciò perfettamente. Nel 1884, il papa Leone III confermò l’esistenze delle reliquie, ma è improbabile che venga dimostrata la loro reale appartenenza all’apostolo – a giudicare da altri indizi, parrebbero essere quelle di un vescovo spagnolo martirizzato.


La celebrazione del giorno di San Giacomo
Gli abitanti di Santiago e dei villaggi circostanti celebrano il giorno di San Giacomo con grande fervore. Alla vigilia e nell’anniversario, che cadde nel 25 luglio, le vie della città e la Plaza de l’Obradoiro, la più maestosa di Spagna, sono affollate dalla gente del posto e dai pellegrini stranieri.



Mentre la banda suona, gigantesche figure colorate, dette “Xigantes” (i Giganti), sfilano nelle viuzze, seguite da processioni accompagnate da canti e danze. A mezzanotte del 24 luglio si celebra il primo momento cruciale: davanti alla cattedrale viene bruciata una moschea di legno tra frenetici battimenti, fuochi artificiali, musica e balli. Nel giorno dell’anniversario, la Messa solenne nella cattedrale fornisce lo scenario per il secondo grande momento, quando viene acceso il gigantesco turibolo, il Botafumiero.



Trainato da otto uomini e traboccante fuoco e fumo, l’incensiere viene fatto oscillare fra i transetti, sotto un grande arco che si innalza dal pavimento al soffitto. I festeggiamenti raggiungono il culmine negli Anni Santi, quelli in cui l’anniversario di San Giacomo cade di domenica.


Meta finale dei pellegrini è la cattedrale di Santiago – spagnolo per San Giacomo – un tesoro architettonico ricco di altari, cappelle, dipinti e sculture. Prima delle grandi cattedrali spagnole ad essere eretta, fu iniziata verso il 1078 sotto la direzione del vescovo Gelmirez.


Straordinariamente decorato, l’altare maggiore è costruito in argento, diaspro e alabastro. Risalente al 1672, l’altare ha al centro una statua di legno di pinta di San Giacomo che, nel 1765, fu rivestita con una cappa d’argento e decorata con splendenti gioielli.



La strada che giunge a Compostela è percorsa da pellegrini provenienti da tutta Europa. Dalla Francia si dipartono quattro vie principali – da Tours, Vézeley, le Puy e Arles – convergenti in un’unica arteria che conduce a Santiago.


La Plaza de l’Obradoiro di fronte alla cattedrale di Santiago riecheggia ancora del suono delle zampogne e dei tamburi di Galizia, durante la festa del Santo. Riccamente abbigliati con i costumi nazionali, dei gruppi folcloristici rieseguono i balli tradizionali al cospetto di folle di entusiasti pellegrini e gente del luogo. Le celebrazioni hanno fine con uno spettacolare crepitio di fuochi artificiali che illuminano la cattedrale in un trionfo di incandescente splendore.


Emblema del pellegrinaggio è la conchiglia di Pecten, simbolo di Venere. Non si sa perché la conchiglia sia divenuta il contrassegno dei pellegrini, ma dal XII secolo la troviamo scolpita sui muri delle chiese di cui è disseminato il cammino fino al santuario.

3 commenti:

Soffio ha detto...

sono stato a Santiago, hai fatto proprio un servizio completo!!

ora fai il miracolo di togliere le parole nere

cri-val ha detto...

Io non ci sono mai stata, ma dev'essere fantastico visitarla!
Spero un giorno di poterlo fare!
Ciao ciao
Cri

Buona domenica
^___^

ziamame ha detto...

@ Cri: buona domenica anche a te cara!
@Soffio: ciao Soffio e grazie per la visita e i complimenti... unica cosa non capisco a che cosa ti riferisci riguardo le parole nere?

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