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martedì 28 dicembre 2010

Anne Bronte - Il segreto della signora in nero



ossia, L'AFFITTUARIA DI WILDFELL HALL


   Avete mai letto “Agnes Gray” di Anne Bronte?
 E, dopo aver sentito la potenza di “Jane Eyre” e le “Cime tempestose”, vi è piaciuto?
 A me poco, o quasi niente. Ma vorrei darvi un consiglio: dimenticatelo e provate a cercare il secondo (ed ultimo) libro della più piccola di sorelle Bronte:  “L’affittuaria di Wildfell Hall” o come è stato tradotto in Italia: “Il segreto della signora in nero”. Vi  garantisco che le emozioni non mancheranno - sempre se ci riuscite a trovarlo (purtroppo, anche questo piccolo gioiello della letteratura risulta introvabile in lingua italiana, ma, se mi permettete di dare un consiglio: il linguaggio che usano tutte le tre sorelle Bronte è un linguaggio molto "semplice", e se avete una minima domestichezza con l'inglese - anche quella scolastica - non dovreste avere tanti problemi per leggerlo in lingua originale).

Anne Bronte con tutto il gusto che caratterizza le sorelle Bronte per il dramma, con la sua esperienza per le rudi scene del selvaggio Yorkshire, che già aveva inspirato la fantasia delle sue sorelle, ha utilizzato questo materiale che aveva a portata di mano e con la singolare forma di onestà e serietà ha creato questo piccolo capolavoro.
L’affittuaria del titolo è Helen Huntingdon, che, sotto il nome di signora Graham, arriva in una vecchia, abbandonata villetta elisabettiana; causa i pettegolezzi e le voci che si diffondono in villaggio. Essa suscita l’interesse di Gilbert Markham, un agricoltore locale …
Gilbert Markham è occupato nel corteggiamento della bella reclusa Helen Graham… Ci sono diversi incontri accidentali, poche passeggiate lungo le scogliere e Gilbert è innamorato…  Helen giura che non potranno mai stare insieme, perché ha un terribile segreto…  Ci sono le voci su Helen… che è piombata dal cielo (cioè, non si sa da dove; non si sa niente del suo passato) in un villaggio vittoriano che è; dove tutti conoscono tutti, sanno tutto degli altri… Indiscrezione? Può essere! Gilbert ritiene che non è il motivo per respingerlo e Helen gli dà il suo diario (!).
Siamo improvvisamente tornati indietro nel tempo (non si sa preciso quanto) e arriviamo a questo orribile, Grande Segreto di Helen.

Ritengo che  “L’affittuaria di Wildfell Hall” è uno dei più grandi romanzi usciti dalla memorabile penna Bronte e mi permetto di dire che con questo romanzo Anne Bronte ha superato di lungo le sue due sorelle.
Perché?
Perché per valutare bene qualsiasi libro prima di tutto bisogna informarsi sul contesto storico, sociale e politico, quando è stato creato. Per valorizzare bene questo testo e scoprire la sua forza sono necessarie conoscenze del suo contesto storico e del suo contesto sociale. Allora, dunque, parliamo del testo che è stato scritto: (quando?)  circa nel 1847/48 (non sono proprio sicura dell’ anno preciso, comunque, sappiamo che è stato pubblicato dopo la sua morte, che è avvenuta nel 1849, e che è il suo secondo romanzo ...), (dove?)  nell’Inghilterra, precisamente nel Yorkshire. Si tratta dunque, di una Inghilterra vittoriana, che caratterizzava una mentalità rigorosa rispetto ai principali valori sociali, dove la (sua classe di) donna è stata considerata esplicitamente per scopi decorativi o di allevamento.

Adesso torniamo al romanzo: Helen si  innamora di un uomo che è bello, ma i cui valori sono discutibili. Disposta a credere di poter alterare il suo carattere, lei lo sposa. Il suo matrimonio diventa una catastrofe, dove lei non ha il potere di cambiarlo fino a quando non escogita un coraggioso piano per riprendere il controllo. Lascia il suo violento e dissoluto marito e decide di mantenere se stessa e suo figlio. Helen Graham, in realtà Huntingdon, è stata davvero una coraggiosa e determinata per i suoi tempi; ha combattuto contro i mali dell’abuso fisico e abuso mentale in un impossibile vincolo cieco del matrimonio. Ha avuto la forza e il coraggio di abbandonare il guscio protettivo che in quei tempi rappresentava il matrimonio, soprattutto quando la sua dignità e suo figlio sono stati minacciati.  Ha dovuto lottare contro i pregiudizi e la malizia dei suoi nuovi vicini.

La fuga dal marito non è l’unica novità di questo testo. Fino adesso è stato il compito dell’ uomo di dover provvedere alla famiglia, a mantenerla. Invece, questo romanzo ci narra di una donna indipendente, che ha messo in discussione la morale prevalente di quel tempo. Il romanzo ha provocato un critico (di quel tempo) che si è pronunciato cosi: “…assolutamente inadatto ad essere messo nelle mani delle ragazze”.
Per questi motivi molti lo ritengono uno dei primi romanzi femminili.

In ogni caso, anche se non appartiene al vostro genere di libri preferiti secondo me, è un libro da leggere obbligatoriamente, se niente altro, almeno per rispetto verso il coraggio e la franchezza che ha avuto la scrittrice a scriverlo.

venerdì 17 dicembre 2010

Venerdì del libro: Charlotte Bronte - Villette

Nel romanzo Villette ( - romanzo molto autobiografico) Charlotte Bronte ci racconta la storia di Lucy Snowe, una povera ragazza orfana, che dopo una serie di sfortunati eventi, raccoglie i suoi ultimi soldi e con grande coraggio, contando solo sulle proprie forze intraprende viaggio in Francia, dove cercherà di crearsi una nuova vita. Il titolo “Villette” è il nome di questa nuova città dove Lucy si stabilisce in un collegio femminile, all’inizio come governante/bambinaia dalla proprietaria di collegio, e poi come insegnante di lingua inglese.

Si tratta dell’ultimo romanzo scritto da Charlotte Bronte e, a mio avviso, è la sua miglior opera, anche se è, a quanto vedo, molto snobbato e ingiustamente sottovalutato…. Addirittura, è fuori commercio, tsc….

La protagonista, Lucy Snowe, ha tutte le caratteristiche di una antieroina: non è bella, ne tanto meno ricca, non mira ad abbagliare un riccone per acquistare la gaiezza di una vita matrimoniale….. Leggendo Villette si può seguire gradualmente la sua crescita interiore, la maturazione del suo carattere, ed estrema forza di volontà che gli permetterà di raggiungere l’indipendenza professionale, e con questo  la libertà di essere se stessa (il che per quell’epoca vittoriana non è una cosa da poco).
Certamente, c’è anche una delicata e molto tenera storia d’amore, ma ……

Se per caso vi è piaciuto libro “Jane Eyre” e, visto che siamo in pieno periodo dei mercatini di Natale, vi capita di trovare questo libro tra le bancarelle di libri usati (perché non credo che ci sia altro modo di trovare questo libro), non fatevi scappare l’occasione, prendetelo a occhi chiusi….. 
Il mio voto: 5/5

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Altre molto carine proposte del Libro di Venerdì:

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