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lunedì 11 aprile 2011

Belvedere di Vienna - Residenza estiva del principe Eugenio di Savoia



Secondo il parere di molti critici d’arte, il Belvedere di Vienna rappresenta l’espressione più delicata del barocco e non c’è dubbio che rappresenti, nel suo complesso – con i suoi due edifici immersi in uno splendido parco – uno dei maggiori esempi architettonici di grazia e armonia non solo dell’Austria ma di tutta l’Europa.


Il principe Eugenio di Savoia (1663 – 1736), diplomatico e stratega militare, fu un uomo molto in vista a Vienna, poiché d’ingegno assai versatile, di ottima educazione e di grande sensibilità artistica. La sua enorme fortuna privata gli permise di acquistare una vasta collezione di capolavori e di dare libero sfogo alla sua fantasia in campo architettonico.


A lui si deve infatti la costruzione del Belvedere di Vienna, una residenza estiva che andava ad aggiungersi a quella in città e alla palazzina di caccia di Marchfeld. La scelta di una posizione elevata, con vista sulla dimora dell’imperatore, l’Hofbourg, fu indubbiamente vincente.



Il belvedere è composto da due castelli, il Belvedere Superiore, all’epoca destinato ai ricevimenti, e il Belvedere Inferiore, vera e propria residenza dove il principe Eugenio trascorreva l’estate. Il primo ad essere edificato fu il Basso Belvedere, fra il 1714 e il 1716, sotto la supervisione dell’architetto Johann Lukas von Hildebrant.


L’insieme generale del palazzo, molto lungo ma a un solo piano, è alleggerito da alte finestre incorniciate da colonne, che contribuiscono a dare slancio alla facciata. Un ingresso centrale, aggettante e su due piani, conferisce rigore alla struttura.


Il tetto è diviso in tre parti, cosa che enfatizza la zona centrale mettendo in risalto la balaustra adorna di statue, che funge da elegante collegamento tra le diverse aree. La sobrietà dell’esterno, in forte contrasto con la magnificenza dell’interno, prelude allo stile del Belvedere Superiore.



I 500 metri di giardino che separano il Belvedere Inferiore da quello Alto aumentano questa sensazione. Il paesaggista francese Dominique Girare, l’architetto che realizzò le vaste aree verdi di Versailles, creò un parco barocco con specchi d’acqua, scalinate, cascate artificali, sculture di putti e personaggi mitologici – figure molto amate dal principe, come si evince anche dai fregi e dalle decorazioni dei due edifici.



Sfortunatamente solo parte di questo progetto è sopravvissuto sino ad oggi. Tuttavia, almeno la prospettiva, creata dalla salita attraverso il giardino in direzione del Belvedere Superiore, continua a esercitare tutto il suo fascino: la gradualità degli scalini e delle cascate sottolinea l’effetto ascensionale e, alla sommità dell’altura, il palazzo – che si specchia nella piscina di fronte – è il suggello di tanta magnificenza. Da qui, la vista sulla città è straordinaria.


Il Belvedere Superiore, eretto tra il 1721 e il 1723, fu anch’esso progettato da Hildebrant. I riferimenti stilistici al Belvedere Inferiore sono numerosi, anche se risultano quasi dispersi, e conferiscono alla costruzione una maggiore ricchezza.


Anche essa di forma allungata, presenta una parte centrale aggettante e un piano ulteriore alto quasi i due terzi dell’intera lunghezza. Il tetto a gradi presenta balaustre ornate di statue. L’edificio ha quattro lati con padiglioni ottagonali coperti da cupole, reminiscenza dei castelli rinascimentali, e una facciata con decorazioni decisamente più elaborate rispetto a quella del Belvedere Inferiore.



L’interno è ricco di affreschi a soggetto mitologico. Carlo Carlone dipinse le pareti e il soffitto della Camera del Giardino, al piano terra, con scene della vicenda di Apollo ed Aurora. Il Gabinetto Dorato, nel padiglione a nord-ovest, risplende di bianco e oro ed è arricchito da una statua equestre del principe Eugenio, datata 1862 e opera di Antonio Dominik Fernkorn.



Il Salone di Marmo, al primo piano, è decorato con marmi rossi e stucchi, mentre gli affreschi del soffitto rappresentano l’Allegoria della Fama. In questa sala, nel 1955, venne firmato il Trattato dello Stato Austriaco, con il quale gli alleati si ritiravano e veniva sancita la nascita della Seconda Repubblica austriaca, tuttora esistente.


I MUSEI DEL BELVEDERE – Entrambi i palazzi del Belvedere sono oggi proprietà dello stato austriaco e ospitano alcuni musei. Il Belvedere Inferiore è sede del Museo del Barocco Austriaco, con dipinti e sculture che vanno dal 1683 al 1780, inclusa L’apoteosi del principe Eugenio di Balthasar Permoser, commissionata dal principe stesso. Addiacente si trovano l’Orangerie e, al suo interno, il Museo dell’Atre Medievale, dove si possono ammirare tavole lignee e incisioni.



Al Belvedere Superiore, invece, è possibile visitare la splendida e rinovata Galleria Austriaca che espone le opere del XIX e XX secolo. Le collezioni coprono diversi periodi: Neoclassico, Biedermeier, Romanticismo, Impressionismo ed Espressionismo e includono i capolavori di molti grandi artisti, quali Caspea David Frederick, Carl Spitzweg, Lovis Corinth, Max Liebermann, Eugéne Delacroix, Auguste Rodin, Claude Monet, Auguste Renoir, Paul Cézanne, Gustav Klimt (Il bacio), Egon Schiele (Morte e fanciulla) e Oscar Kokoschka.


mercoledì 23 febbraio 2011

Il palazzo Hofburg


Il complesso della Hofburg è formato da una serie di edifici, piazze, cortili e giardini ed è frutto di lavori e rimaneggiamenti che vanno dalla fine del ‘200 all’inizio del ‘900, periodo in cui venne completata la Neue Burg (ala nuova).


Il palazzo, sede fino al 1918 della corte imperiale e talmente vasto da rappresentare una città nella città, racchiude elementi architettonici che vanno dal gotico al neoclassicismo, passando per il rinascimentale ed il barocco.


La visita della Hofburg inizia con i Kaiserappartements, ossia gli appartamenti imperiali. Sono aperti al pubblico il salone delle udienze, la sala delle conferenze, gli appartamenti privati di Francesco Giuseppe e di Sissi, nonché la sua palestra privata ed il bagno, che destò scandalo per la frequenza con la quale l’imperatrice si immergeva nella vasca (cioè una volta al giorno).



Dalla stanza da bagno si può accedere alle stanze di Bergl, finora praticamente sconosciute ai visitatori. Queste stanze, decorate da Bergl nel 1766, sono particolarmente variopinte, con paesaggi esotici e lussureggianti. Venivano probabilmente usate come spogliatoio. E' stato molto difficile recuperare tutti gli oggetti originari che facevano parte dell'arredamento delle stanze da bagno, in quanto molti erano proprietà dell'imperatrice e alla sua morte sono stati ereditati dai familiari. Sono stati comunque ritrovati il lavabo originale e il lettino da massaggio e le stanze sono state ricostruite con la massima fedeltà. Bellissima la sala da pranzo con la tavola imbandita. Questa parte della residenza ospita anche gli appartamenti di Maria Teresa e del figlio Giuseppe II, oggi residenza del Presidente della Repubblica. Nel cortile interno si erge la statua di Francesco II.


Hofburg - La Neue Burg
Dopo la visita agli appartamenti imperiali si può accedere alla Silberkammer, il museo che ospita l'argenteria e i gioielli di corte. Meravigliosi servizi da tavola, piatti e bicchieri pregiati in cui venivano serviti i pasti degli imperatori. Sono esposti anche piatti panoramici, maioliche di Faenza, oggetti in oro e porcellane di Sèvres, Meissen e dell'Asia, infine il servizio francese di Vermeil per 140 persone ed uno inglese donato dalla regina Vittoria. Nella Camera del Tesoro Profano e Sacro si trovano gli oggetti più importanti della Silberkammer, come la corona del Sacro Romano Impero (962 ca.), la corona dell'imperatore austriaco (1602), il tesoro dei Burgundi (XV sec.), il tesoro dell'ordine del Vello d'Oro ed una serie paramenti sacri usati alla corte asburgica e di reliquie tra le quali spicca un crocifisso del Giambologna, il chiodo della croce che trafisse la mano destra di Gesù e un tempietto con un dente di San Pietro.



La Hofburg ospita anche la scuderia di corte (Stallburg), famosa per l’antica Scuola di equitazione spagnola e i suoi bianchi cavalli lipizzani. A luglio ed agosto i cavalli non si esibiscono perché lasciano le stalle e vengono trasferiti in luoghi più freschi.



Nella Neue Burg si possono invece visitare il Museo Etnologico, il Museo di Efeso, la sala di lettura della Biblioteca Nazionale, la collezione dei ritratti e l’archivio delle immagini, la collezione di Armi e Armature e la collezione di strumenti Musicali Antichi. Dal balcone principale di quest’ala Hitler annunciò nel 1938 l’annessione dell’Austria al Terzo Reich. Nella Heldenplatz si trova il monumento equestre di Eugenio di Savoia e dell’arciduca Carlo mentre sull’altro lato, che si affaccia sul Burggarten, c’è il monumento in memoria di Mozart eretto nel 1896, quello dedicato a Francesco I, consorte di Maria Teresa, e un altro, più modesto e posto soltanto nel 1957, che rappresenta un vecchio e triste Francesco Giuseppe. Questo è l’unico monumento esistente dell’imperatore.



Per oltre 600 anni la Hofburg di Vienna è stata la residenza degli Asburgo. Nel corso dei secoli il palazzo originario fu sottoposto a varie trasformazioni, divenendo un complesso di edifici imponente, ampliato fino a comprendere 18 ali e quasi 2600 stanze.
Il cerimoniale di corte prevedeva che ciascun membro della famiglia imperiale possedesse un proprio appartamento. Inoltre nella Hofburg di Vienna esistevano vari locali destinati al personale, alle argenterie e ai servizi da tavola di corte, alle lavanderie, o adibiti a cucine, cantine, saloni delle feste e uffici. Oggi gran parte dell’edificio ospita ministeri, uffici, musei e la cancelleria della presidenza.



Degli ex appartamenti imperiali sono oggi aperte al pubblico le 19 camere private e gli uffici in cui vissero l’imperatore Francesco Giuseppe e sua moglie Elisabetta.   Queste stanze si trovano  nell’ala detta della Cancelleria imperiale (Reichskanzleitrakt) e nell’Amalienburg, e furono utilizzate prevalentemente durante i mesi invernali.  L’imperatore e consorte trascorrevano l’estate  a Schönbrunn e in varie altre residenza di campagna.




Francesco Giuseppe si trasferì nel suo appartamento nel 1857, tre anni dopo le nozze con Elisabetta, e vi abitò fino alla morte, avvenuta nel 1916. Nelle stanze private si rispecchia l’umiltà che caratterizzava l’imperatore.  Sono arredate con parsimonia, e pur dando l’idea dello splendore imperiale non suscitano l’immagine della dissipazione nello sfarzo.





Francesco Gisueppe si considerava il primo funzionario del suo stato. Egli era però anche attaccato alla famiglia, e amava circondarsi di quadri e ricordi.  Nel corso di accurate ricerche  e di un’intensa attività volta a reperire il materiale originale, la Schloss Schönbrunn Kultur- und Betriebsgesellschaft è riuscita a ridonare alle stanze dell’imperatore Francesco Giuseppe il loro carattere originario, e a trasmettere ai visitatori un’impressione autentica dell’ambiente in cui viveva l’imperatore e di come si svolgesse la sua giornata.
Nell’appartamento dell’imperatore si può ammirare il celebre ritratto dell’imperatrice Elisabetta opera di Franz Xaver Winterhalter che ritrae Sisi con i capelli sciolti  ed era per l’imperatore uno dei ritratti preferiti del suo ”angelo Sisi”, come egli amava chiamare l’adorata consorte. 



Nella sala di attesa delle udienze dell’imperatore sono state collocate figurine che indossano i costumi tradizionali delle ex terre della corona. Un’installazione sonora consente inoltre di percepire tutta la varietà delle lingue diffuse nell’impero.
L’appartamento dell’imperatrice Elisabetta si trovava al piano principale dell’Amalienburg, adiacente agli appartamenti dell'imperatore. Passando per il soggiorno e la camera da letto dell’imperatrice si raggiunge la celebre sala da toeletta e palestra, in cui Elisabetta, che teneva molto alla propria bellezza, trascorse molte ore della sua vita.  La spalliera e gli anelli testimoniano ancora oggi della sua passione per lo sport e dell' impegno per conservare una figurina da ragazza.



Elisabetta fu la prima nella famiglia imperiale a farsi arredare una stanza da bagno corrispondente ai criteri odierni. La toeletta, la stanza da bagno e le Stanze Bergl retrostanti, le cui pareti furono decorate nel 1760 da Johann Bergl con paesaggi esotici ed esuberanti raffigurazioni di flora e fauna sono state restaurate e aperte al pubblico nel 2002



Altra grande attrazione della visita è la sala da pranzo, che veniva utilizzata per le cene di gala in cerchia ristretta. La tavola è imbandita con le porcellane, gli argenti e i bicchieri provenienti dal Museo delle argenterie e servizi da tavola di corte, e dimostra l’importanza attribuita presso la corte di Vienna alle tradizioni della mensa.

Per approfondire: Palazzo Imperiale (Hofburg)

lunedì 31 gennaio 2011

Palazzo Schonbrunn – Monumento agli Asburgo


Monumento agli Asburgo, residenza imperiale per estate, centro della politica europea, dimora di Maria Teresa e di Sissi, centro culturale: sono tutte definizioni che ben si adattano a Schloss Schonbrunn. Si tratta di una straordinaria combinazione di architettura e opere paesaggistiche, che descrive il passaggio dal Barocco al Rococò, oltre che di uno dei più interessanti esempi di architettura europea.



Schloss Schonbrunn, che si trova a sud-ovest rispetto a Vienna, nel distretto di Hietzing, fu eretto su un precedente edificio distrutto dai turchi nel 1683. L’imperatore Leopoldo I (1640 - 1705) aveva incaricato Johann Bernhard Fischer von Erlach di erigere una dimora maestosa per il figlio Giuseppe I, con l’intenzione di superare lo splendore di Versailes, residenza del nemico Luigi XIV.



L’impresa si dimostrò irrealizzabile, perché gli enormi costi dell’edificio superarono largamente le disponibilità finanziarie di Leopoldo I. nel 1696, i lavori pressero il via su scala ridotta rispetto al progetto di Fischer von Erlach, che, per quanto possiamo intuire attualmente, era certamente imponente e sicuramente segnò il destino delle finanze imperiali.



I lavori richiesero molto tempo e gli Asburgo furono costretti ad abitare a lungo in un cantiere. Solo con Maria Teresa (1717 – 80) i lavori vennero ripresi con una certa continuità. Ella incaricò Nikolau Pacassi di rielaborare e ampliare gli studi di Fischer, poiché era il suo desiderio vivere a Schonbrunn con il marito, l’imperatore Francesco I, e i loro sedici figli, oltre ai numerosi membri della corte. L’entourage consisteva di 56 macellai, undici sacerdoti, nove dottori, e oltre mille tra ufficiali, ministri, servi e dame di compagnia.



Pacassi smorzò la maestosa pomposità del Barocco introducendo la leggerezza sofisticata del Rococò, in modo particolare nella decorazione dell’interno. Questi tipici caratteri rococò comprendevano tra l’altro le vivaci forme del ‘rocaille’ (specchi e dipinti a parete) e oggetti di fattura cinese, tanto popolari all’epoca. La Piccola Galleria risulta ancora oggi fiancheggiata dal Gabinetto Ovale, da una parte, e dal Gabinetto Rotondo, dall’altra.



Pannelli laccati di diverse forme e dimensioni sono stati inseriti nelle boiseries di legno chiaro, mentre piccole mensole destinate ad accogliere ceramiche cinesi bianche e blu completano le cornici dorate. La Grande e la Piccola Galleria furono ideate come sale per i banchetti e pertanto vennero decorate con stucchi e affreschi fastosi, gli uni realizzati da Albert Bolla tra il 1761 e il 1763, gli altri da Gregorio Guglielmi tra il 1755 ed il 1761.


Nel Salone Cinese Blu, l’11 novembre 1918, si svolsero i negoziati che avrebbero condotto Carlo I a rinunciare al trono. Il giorno dopo nacque la Repubblica Austriaca e Schonbrunn cessò di essere la residenza imperiale degli Asburgo.



Quaranta delle mille e più stanze del castello sono aperte al pubblico: si va dalla Sala delle Lanterne (dove i servitori attendevano di essere chiamati, muniti di lanterna, appunto) alla Sala dei Banchetti costituita dalla Grande Galleria. La maggior parte dei decori e dell’arredamento è originale.



Oltre il palazzo si trova il parco, progettato in stile francese da Johann Ferdinand Hetzendorff negli anni settanta del XVIII secolo. Lo sguardo corre dalla facciatat del giardino all’imponente fontana del Nettuno, al centro della quale Teti implora in ginocchio l’aiuto del dio dal potente Tridente per il figlio Achille, in viaggio per mare.



Sulla collina si trova la Gloriette; qui Fischer, in originale, progettò di realizzare il palazzo. Il porticato neoclassico fu costruito fra il 1772 e il 1775 per commemorare la vittoria sui prussiani nel 1757 nei pressi di Kolin. La sua parte centrale, attualmente, è stata chiusa con una vetrata ed è stata trasformata in un famoso caffè, grazie alla splendida vista su Schonbrunn e Vienna.



Il giardino è perfettamente simmetrico e su ciascuno dei suoi lati si trova una fontana delle Naiadi, in direzione della quale i sentieri convergono formando una stella. Non mancano numerose statue a oggetto mitologico. Ad ovest è situato il giardino zoologico di Schonbrunn, aperto nel 1752. La forma corcolare, con il padiglione barocco centrale (realizzato nel 1759) e le dodici “logge” circostanti, utilizzate come gabbie, si ispira allo zodiaco.



L’adiacente Serra delle Palme venne invece progettata da Franz Xaver Sengenschnidt. Realizzata nel 1882, rappresenta un esempio di ingegneria d’avanguardia per l’epoca, grazie alla sua struttura in ferro lunga 110 m e larga 30. È attualmente una delle serre più grandi in Europa.



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